Perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione le prove del delitto di Garlasco
Le perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione le prove del delitto di Garlasco, con dati su calzature e DNA che potrebbero influenzare il caso.

Andrea Sempio, 38 anni, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, si trova al centro di nuove perizie depositate dalla difesa che mettono in discussione le prove principali del caso. L’indagine, chiusa il 7 maggio 2026 dalla Procura di Pavia, dovrà valutare se le analisi presentate dai legali possano modificare la ricostruzione degli eventi. La difesa, guidata da Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha sottoposto a esame il Dna trovato sulle unghie della vittima e l’impronta insanguinata lasciata nella villetta, cercando di smontare le accuse che lo collegano al delitto.
Il Dna non è prova sufficiente
La genetista Marina Baldi, consulente della difesa, ha analizzato la traccia biologica rilevata sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo le sue conclusioni, l’aplogruppo Y trovato non costituisce una prova di contatto aggressivo diretto. «Non si tratta di profili completi e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati», ha spiegato la specialista. L’analisi ha anche rivelato un ulteriore profilo maschile Y, non compatibile con Sempio, che la consulente considera «decisivo» per dimostrare che il materiale genetico non è univoco. Secondo Baldi, il dato non ha valore individualizzante e potrebbe essere il risultato di contaminazioni o trasferimenti secondari.
La difesa ha anche sottoposto a esame i monologhi registrati da Sempio in auto. I legali spiegano che i file audio, in cui il 38enne simulava interrogatori o si metteva nei panni di Stasi, non sono confessioni, ma semplici reazioni a narrazioni che riteneva avverse. Non si tratta di confessioni, ma di una preparazione mentale. Cataliotti e Taccia hanno affermato che Sempio formulava ad alta voce le contestazioni che si aspettava gli venissero mosse, per poi rispondervi. Questo schema, a loro avviso, è del tutto estraneo a qualsiasi intento confessorio.
Le scarpe non corrispondono al piede di Sempio
La seconda perizia riguarda l’impronta insanguinata trovata nella villetta. I consulenti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis hanno verificato la compatibilità tra la traccia e l’anatomia del piede di Sempio. La scarpa incriminata, una Frau taglia 42, è progettata per contenere piante dei piedi larghe al massimo 9,2 centimetri. Il piede di Sempio, invece, supera quella misura di oltre due centimetri. Nell’ottobre 2025, Sempio aveva subito rilievi biometrici per ricostruire la dinamica dell’aggressione. I dati ottenuti mostrano un rapporto tra larghezza e lunghezza del piede di Sempio del 42 per cento, un valore che si discosta significativamente dai parametri standard di una calzatura taglia 42.
La taglia 42 è compatibile con il piede di Alberto Stasi, l’unico condannato per il delitto, ma Sempio ha sempre dichiarato di calzare il 44. Le misure non corrispondono, e questo mette in dubbio la compatibilità della scarpa con il piede di Sempio. La Procura di Pavia dovrà ora valutare se queste perizie possano influenzare il destino di Andrea Sempio.
