Paolo Crivelli sulla pubblicità elettorale: “Confrontiamo le idee o il portafoglio?”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del candidato a sindaco di Asti Paolo Crivelli (coalizione Astinsieme) sulla pubblicità elettorale

 

Da questa settimana è iniziata ufficialmente la campagna elettorale, dunque si potrà fare propaganda solo negli spazi consentiti. Fino ad ora, infatti, ogni candidato e ogni lista poteva farsi pubblicità ovunque, esattamente come un’azienda o un commerciante. Per questo la città, da fine febbraio, è stata letteralmente invasa di pubblicità elettorale: pullman, cartelloni giganti, cartelloni piccoli, totem nelle stazioni, vetrine di negozi, palloncini, gadget, banner di ogni forma sui giornali online, sul sito del meteo, paginate sui giornali cartacei…

Quasi tutti della coalizione a sostegno di Maurizio Rasero. Molti mi hanno chiesto: perché non lo hai fatto anche tu? Credo sia corretto che gli Astigiani sappiano quanto costa “invadere” la città di pubblicità elettorale. La propria faccia sulla fiancata di un bus costa 1.500 euro per ogni mezzo, moltiplicato per ogni pullman, si arriva facilmente a 20.000 euro. Un banner su un giornale online costa 300 euro a settimana, in un mese, su tre testate, si spendono 2.000 euro. Un’intera pagina su un giornale cartaceo costa tra i 700 e i 1.000 euro a uscita. Il manifesto gigante costa, di sola affissione, 300 euro a settimana; 10 manifesti per un mese fanno 10.000 euro. Quelli più piccoli, costano invece “solo” 200 euro, ma sono di più.

E poi ci sono i costi per la grafica, la stampa…insomma è molto facile arrivare a spendere cifre che si avvicinano, per tutta la coalizione, a 100.000 euro…in appena due mesi. Intendiamoci, ognuno è libero di spendere i propri soldi come crede. Però mi domando: ha senso tutto questo? È una competizione elettorale oppure una gara a chi ha il portafoglio più ricco? In altre città al voto, si è usata più sobrietà, basta farsi un giro per Alessandria o Cuneo per vedere la differenza.

Io ho fatto, convintamente, un’altra scelta. D’altronde non avrei potuto fare diversamente, perché questa è la mia vita. Sono stato un medico e ora vivo della mia pensione. Ho una famiglia e 4 figli sistemati economicamente, ma non avrei sopportato di sprecare soldi in pubblicità. Ho chiesto alle liste e ai candidati che mi sostengono di adeguarsi. Così le risorse spese restano tutte sul territorio, i grafici, le tipografie, i materiali per le iniziative scelti dalla coalizione Astinsieme sono infatti tutti Astigiani.

Ora propongo agli altri candidati sindaci di fare un “Patto tra gentildonne e gentiluomini”: la legge ci impone di rendere trasparenti e dichiarare solo le spese dell’ultimo mese di campagna elettorale, rendiamo invece pubbliche tutte le spese sostenute le fonti di finanziamento dal primo giorno, fino ad ora. Io ho già chiesto alle liste della coalizione di rendicontare ogni euro speso e pubblicherò tutte le spese sostenute e i finanziamenti ottenuti dall’intera coalizione.

Colleghi candidati, fate lo stesso?

Credo sia doveroso nei confronti degli astigiani, soprattutto in un periodo non semplice per molte famiglie. La politica, soprattutto quella comunale, deve essere accessibile a tutti, perché vince chi ha le idee migliori e non il portafoglio più grande!

In attesa di una vostra risposta, vi auguro una campagna elettorale… trasparente e sobria.

Paolo Crivelli

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