Ortona si mobilita contro il revisionismo storico e le manifestazioni fasciste
Ortona si mobilita contro il revisionismo storico e le manifestazioni fasciste, con corteo e opposizione a un convegno “nero”.
Ortona si mobilita in piazza per difendere i valori costituzionali e la memoria della resistenza, in un contesto di tensione tra due manifestazioni politiche in città. Trecento persone hanno partecipato a un corteo organizzato da diverse sigle partitiche, sindacati e associazioni, per contestare un convegno “nero” che avrebbe visto la presenza di un’associazione di estrema destra. L’evento, in programma in contemporanea al corteo, ha suscitato preoccupazioni per il rispetto della Costituzione e per la memoria delle vittime della guerra. La città, medaglia d’oro al valor civile, ha visto un forte impegno civile per difendere i principi antifascisti.
Un corteo per difendere la Costituzione
Il corteo, che ha visto la partecipazione di partiti come Pd, Sinistra Italiana, Psi, Movimento 5 Stelle, Casa Riformista e Azione, nonché sindacati come Cgil e Rifondazione Comunista, ha espresso un sentimento unitario di rifiuto nei confronti delle idee “dissenzienti” del Centro studi e ricerca Cittadella, capeggiati da Erminio Cetrullo e Sergio Saraceni. La manifestazione ha avuto come obiettivo principale la difesa della Costituzione e della memoria della resistenza, con un forte riferimento alle 1385 vittime dell’ultima guerra. Non si può lasciare una sala comunale a dei fascisti, ha dichiarato Raffaele Gernone, segretario comunale di Sinistra Italiana, sottolineando l’importanza di non permettere l’uso di spazi pubblici a chi non rispetta i valori democratici.
Un convegno “nero” e le accuse di revisionismo storico
Contemporaneamente, nella sala Eden, una cinquantina di persone ha partecipato a una rassegna intitolata “Da Fiume al dissenso”, che ha visto la presenza di Rainaldo Graziani, figlio di Clemente, fondatore del movimento politico Ordine Nuovo. Graziani ha cercato di distinguersi dalle accuse di fascismo, affermando che «i fascisti e neofascisti sono tutti quelli che non rispondono alla società aperta». Tuttavia, l’evento è stato visto come un tentativo di promuovere idee contrarie ai valori della Costituzione. Ed è questo il caso, un’associazione di chiara provenienza d’estrema destra che viene ad Ortona, città medaglia d’oro al valor civile, per fare revisionismo storico e portare idee che non ci appartengono, ha sottolineato Patrizia Pompilio, referente di Network Giovani.
La reazione del corteo è stata forte e chiara: «Non per una volontà di scontro con le manifestazioni fasciste in città» ha dichiarato Osvaldo D’Intino, segretario locale del Psi, «ma per rispetto delle 1385 vittime dell’ultima guerra». La partecipazione popolare al corteo ha dimostrato un forte impegno civile, che ha messo in discussione le decisioni dell’amministrazione comunale, accusata di aver fomentato una certa paura nella cittadinanza. «Il sindaco Di Nardo, che ha giurato sulla Costituzione, aveva il dovere politico e morale di rispettare quei valori e impedire che questo convegno avvenisse», ha aggiunto Viola Arcuri, segretaria regionale del Prc Abruzzo.
La memoria delle vittime della guerra e della resistenza è stata al centro del dibattito, con un ricordo particolare per le 1385 vittime dell’ultima guerra, che hanno reso Ortona medaglia d’oro al valor civile. «Ortona ha pagato un prezzo altissimo alla barbarie nazifascista, guadagnandosi sul campo la Medaglia d’Oro al Valor Civile per il tributo di vite perse», ha sottolineato il Partito Democratico in una nota congiunta. L’Anpi ha espresso la sua totale distanza da ogni forma di facinorosità, sottolineando che «ci dispiace se sui social si è alimentata una campagna in cui sembrava arrivassero gli unni. Siamo persone civili, che si riconoscono nella costituzione antifascista». La risposta popolare al corteo è stata massiccia, dimostrando un forte senso di appartenenza ai valori democratici.
La tensione tra le due manifestazioni ha trovato un equilibrio, con un scontro soltanto in cifre di pubblico spettante, che ha sfatato i timori di una escalation violenta. La città, divisa dalle due manifestazioni, ha visto un forte impegno civile per difendere i valori della Costituzione. «La libertà dei popoli è stata conquistata anche attraverso la resistenza», ha dichiarato il segretario Cgil Franco Spina, sottolineando l’importanza di non mettere in discussione la storia del paese. La partecipazione al corteo ha rappresentato una risposta concreta a un convegno che, per molti, rappresenta un rischio per la democrazia e la memoria storica.
