OpenAI perde il capo dei data center dopo un esodo di vertice
OpenAI ha perso il suo capo dei data center, Chris Malone, in un contesto di esodo di vertice.

Chris Malone, capo dei data center di OpenAI, ha lasciato la società dopo 17 mesi di lavoro, con il gruppo che ha confermato l’exit senza fornire una motivazione. L’annuncio arriva in un momento in cui OpenAI ha già smembrato il ruolo di Malone tra tre diversi esecutivi, spostando la sua linea di reporting al vice presidente Sachin Katti. L’evento segna un ulteriore passo in un contesto di esodo di vertice, con diverse dimissioni di alto livello registrate nel 2026.
Un ruolo ridimensionato e una strategia in evoluzione
Malone, che aveva guidato l’espansione dei data center di OpenAI, ha visto le sue responsabilità divise e il suo rapporto di reporting modificato. Il ruolo è ora distribuito tra almeno tre esecutivi, tra cui Uday Ruddarraju, Brent Mayo e Spas Lazarov, che ha esperienza nel settore dei data center e dell’energia. Questo indica che l’uscita di Malone non è stata improvvisa, ma parte di un piano più ampio di riorganizzazione interna.
La strategia di OpenAI si sta spostando verso l’acquisto di infrastrutture piuttosto che la costruzione.
OpenAI sta riconsiderando i suoi piani iniziali di costruire data center e sta invece esplorando l’acquisto di impianti esistenti. Questo cambiamento di strategia potrebbe segnare un’evoluzione significativa nella sua operazione, con un focus maggiore su procurement piuttosto che construction. L’azienda ha anche annunciato un piano per un data center da 30 miliardi di dollari in Georgia, un progetto che potrebbe rafforzare la sua presenza nel settore.
Un esodo di vertice e un mercato del talento in movimento
OpenAI non è l’unica azienda a registrare un esodo di vertice. Secondo The Next Web, sono state registrate sette dimissioni o sostituzioni di alto livello da aprile a oggi. Malone, pur essendo uno dei nomi meno senior tra quelli elencati, ha rappresentato un ulteriore passo in questa tendenza. La società ha anche riconosciuto un reorganizzazione interna, ma non ha fornito dettagli specifici sull’uscita di Malone.
La pressione sul mercato del talento è elevata, ma OpenAI si difende con una strategia mirata.
Secondo Axios, i cambiamenti recenti all’interno di OpenAI sono motivati da una strategia piuttosto che da un mercato del talento in movimento. Greg Brockman, presidente di OpenAI, ha volutamente costruito un team di leadership per competere nel settore enterprise. Tuttavia, il presidente ha rifiutato di convalidare questa spiegazione, sottolineando che ogni dimissione riceve attenzione particolare a causa dell’attenzione mediatica su OpenAI.
Un futuro in movimento e un’ipotesi di IPO
OpenAI ha anche annunciato di aver presentato in forma riservata un documento all’SEC, indicando l’intenzione di fare quotare la società nel 2027 o prima. Questo potrebbe portare a un flusso di liquidità aggiuntivo, ma anche a una maggiore pressione sul team. L’azienda ha anche firmato un accordo con Nvidia per un finanziamento di 105 miliardi di dollari per un campus in Ohio, un accordo che potrebbe influenzare le sue strategie future. Con un budget di 600 miliardi di dollari per l’acquisto di capacità di calcolo entro il 2030, OpenAI si prepara a un futuro in movimento, con un focus su infrastrutture e capacità di calcolo. L’uscita di Malone e l’esodo di vertice segnano un momento di transizione per la società, ma anche un’opportunità per riconfigurare il suo modello operativo.
