No Tav, disordini in Valsusa: fiamme nel cantiere di Chiomonte

Scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine in Valsusa. Assaltato e dato alle fiamme il cantiere di Chiomonte durante la marcia a Torino. Centinaia incappucciati lanciano pietre e bombe carta.

Interno cantiere con fiamme, manifestanti incappucciati e attrezzature danneggiate durante protesta
Interno cantiere con fiamme, manifestanti incappucciati e attrezzature danneggiate durante protesta

Tensioni e disordini hanno caratterizzato una manifestazione No Tav in Valsusa con il cantiere di Chiomonte assaltato e dato alle fiamme durante gli scontri. Gli episodi si sono verificati nel corso di una marcia che ha raggiunto i siti di lavoro, mobilitando centinaia di manifestanti incappucciati e organizzati in corteo verso l’area interessata dai lavori della Torino-Lione. Le immagini documentate da open.online mostrano i momenti critici avvenuti all’interno del cantiere, dove il fuoco ha interessato strutture e attrezzature presenti nel sito.

La marcia, che ha avuto come punto di partenza Torino, ha registrato momenti di forte tensione già nel capoluogo piemontese. Centinaia di manifestanti con volti coperti hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze di polizia schierate per il contenimento della protesta. Gli scontri si sono intensificati nel corso della manifestazione, coinvolgendo sia le aree urbane che la zona della Valsusa dove sono concentrati i cantieri della linea ferroviaria internazionale.

Il cantiere di Chiomonte nel mirino della protesta

L’episodio più grave della giornata ha riguardato il cantiere di Chiomonte, dove secondo quanto documentato da open.online i manifestanti hanno penetrato le recinzioni e dato alle fiamme all’interno dell’area. I partecipanti alla protesta indossavano maschere antigas, elemento che testimonia l’organizzazione e la consapevolezza dei rischi associati alle azioni intraprese. Il video registrato nel cantiere mostra chiaramente l’incendio divampato tra le strutture, confermando l’entità dei disordini.

I lavori presso il cantiere di Chiomonte rappresentano una delle aree simbolo della contestazione No Tav da anni. Le infrastrutture presenti nel sito sono state ripetutamente oggetto di azioni di protesta nel corso dei mesi precedenti, ma l’episodio di questa giornata ha segnato un’escalation in termini di violenza e danneggiamenti. Le operazioni di contenimento della polizia non hanno impedito l’accesso dei manifestanti più determinati al perimetro del cantiere.

Interno cantiere con fiamme, manifestanti incappucciati e attrezzature danneggiate durante protesta, immagine di approfondimento

La risposta delle forze dell’ordine

Le forze di polizia hanno operato per contenere la manifestazione, sia nel contesto urbano di Torino che lungo il percorso verso la Valsusa. Gli scontri documentati hanno visto il lancio di proiettili e ordigni esplosivi improvvisati da parte dei manifestanti, comportando rischi significativi per agenti e strutture pubbliche. La polizia ha risposto con misure di contenimento per limitare i danni, sebbene i manifestanti più organizzati abbiano comunque raggiunto il cantiere.

La natura degli scontri, con l’uso di maschere antigas e organizzazione di gruppi specifici, suggerisce una preparazione preventiva all’azione. I video diffusi da open.online documentano la coordinazione dei manifestanti e la rapidità con cui è stato possibile accedere alle strutture critiche del cantiere, nonostante la presenza delle forze dell’ordine.

La protesta No Tav prosegue da anni come risposta ai lavori della linea ferroviaria internazionale Torino-Lione, con una composizione variegata di attivisti ambientalisti, antagonisti e comitati locali. Gli episodi di questa giornata rappresentano un’escalation nelle modalità di contestazione, dalle manifestazioni di piazza ai danneggiamenti di infrastrutture produttive, evidenziando il livello di conflittualità ancora presente attorno al progetto della nuova linea ferroviaria.