Motoraduno 2026: Mandello “invasa” dalle Moto Guzzi, lunghe code per il nuovo Polo
Mandello si trasforma in un museo a cielo aperto con lunghe code per il nuovo Polo Moto Guzzi durante il Motoraduno 2026.

Un paese trasformato in museo a cielo aperto
Sabato 5 settembre 2026, Mandello si è trasformata in un’unica grande mostra di motociclette, con lunghe code di appassionati che attendevano di entrare nel nuovo Polo Moto Guzzi. La città, con i suoi vicoli e piazze, è diventata un museo a cielo aperto, dove ogni angolo sembrava raccontare una storia. Le moto, di ogni epoca e modello, si susseguivano lungo via Parodi, mentre i motociclisti, vestiti di magliette e gilet di pelle, portavano con sé la memoria di decenni di passione. Il Motoraduno Internazionale Città della Moto Guzzi, in corso per quattro giorni, ha reso visibile una delle immagini simbolo dell’evento: la fabbrica davanti, le Grigne alle spalle e centinaia di appassionati in attesa di entrare nella nuova casa dell’Aquila.
La città è diventata un luogo di incontro e memoria.
Un mix di passato e futuro
Il Motoraduno 2026 ha visto il confronto tra il passato e il futuro, con le Moto Guzzi di ogni generazione convivendo in modo armonioso. Fuori, le vecchie moto con targa straniera e serbatoi lucidati come specchi, dentro, il nuovo museo e gli spazi rinnovati di via Parodi. Il nuovo Polo, inaugurato due giorni prima, è uno dei grandi elementi di novità dell’edizione 2026. Dopo quasi cinque anni di lavori, lo stabilimento si presenta profondamente rinnovato, con nuovi spazi per eventi, un museo dedicato e un shop che vende oggetti con il marchio dell’Aquila. La visita al nuovo complesso è diventata un appuntamento imperativo per i partecipanti, con lunghe code che si formavano davanti all’ingresso.
La seconda giornata del Motoraduno ha visto la città affollata di motociclisti da tutta Europa, con mezzi storici, stand e un paese trasformato nella casa dell’Aquila. I visitatori si sono spostati tra le vie del centro, dove si incontravano esposizioni, piccoli mondi costruiti attorno alla passione Guzzi e un’atmosfera che sembrava quasi un’unica lingua. La statua di Carlo Guzzi, simbolo del marchio, è diventata un punto di riferimento per molti, con chi la fotografa e chi, con naturalezza, gli mette un braccio sulle spalle per una foto ricordo. Il Motoraduno 2026 è un evento che celebra la storia e il futuro.
Il Motoraduno non vive soltanto attorno allo storico stabilimento. Nelle vie del centro si incontrano esposizioni, stand e piccoli mondi costruiti attorno alla passione Guzzi. In una vetrina, decine di modellini riproducono alcuni dei modelli più celebri; poco più avanti compaiono borse, gadget e oggetti con il marchio dell’Aquila. I dettagli, come caschi in cuoio con gli occhialoni, vecchi motori lucidati e borse da viaggio consumate, sembrano usciti da un’altra epoca, ma raccontano una storia che va oltre il tempo. I guzzisti stessi, con magliette, gilet di pelle e stemmi cuciti uno sopra l’altro, portano con sé la memoria di anni e raduni, quasi fossero una carta d’identità.
Mandello, per quattro giorni, torna a essere “casa” per i motociclisti, con un evento che va ben al di là di un semplice raduno. Il Motoraduno non è soltanto un’esposizione di motociclette, ma un ritorno in un luogo simbolico: qui è nata Moto Guzzi nel 1921, qui continua a produrre e qui, nel 2026, ha appena inaugurato una nuova fase della propria storia. Non sorprende quindi vedere motociclisti arrivati con mezzi modernissimi fermarsi a lungo davanti a una vecchia Guzzi degli anni Quaranta o Cinquanta, oppure fotografare un motore, una carena o una targa. La passione per la moto, in Mandello, è un’identità, un’eredità, una tradizione che si tramanda da generazione in generazione.
