Micron’s New York fab faces environmental lawsuit over ‘forever chemicals’ threat to Oneida River
Environmental lawsuit challenges Micron’s New York chip plant over potential PFAS contamination of Oneida River.

Un’azione legale ha nuovamente acceso il dibattito sull’impatto ambientale della futura fabbrica di chip di Micron a Clay, New York. La causa, presentata il 3 agosto 2026 da Neighbors for a Better Micron e Jobs to Move America, sostiene che le autorizzazioni per l’acqua e l’aria non sono sufficienti per prevenire il rilascio di sostanze chimiche persistenti, denominate “forever chemicals”, nel fiume Oneida. L’azione arriva in un momento in cui il progetto di Micron è già al centro di critiche ambientali e di dibattito pubblico. La causa afferma che le autorizzazioni non garantiscono un controllo adeguato delle emissioni, mettendo a rischio la salute pubblica e l’ambiente.
Environmental permits under scrutiny
La causa sostiene che le autorizzazioni ottenute da Micron dal New York State Department of Environmental Conservation (DEC) non sono sufficienti per garantire un controllo adeguato delle emissioni. Secondo il documento, le autorizzazioni permettono al produttore di rilasciare sostanze chimiche come i PFAS, noti per la loro persistenza nell’ambiente e per i potenziali rischi per la salute umana. La causa afferma che le autorizzazioni non richiedono controlli sostanziali su tali sostanze, limitandosi a monitorarne la presenza e la concentrazione.
PFAS in semiconductor manufacturing
Le sostanze PFAS sono essenziali nella produzione di chip, ma la loro presenza lungo l’intero processo di fabbricazione richiede un rigoroso controllo delle acque e dell’aria per rispettare le normative ambientali. La causa sottolinea che, nonostante le autorizzazioni siano state rilasciate in un contesto di riconoscimento dei rischi ambientali, non sono state adottate misure sufficienti per mitigare gli effetti potenziali. La richiesta dei ricorrenti è la nullificazione delle autorizzazioni, con l’obiettivo di far tornare il progetto sotto il processo di valutazione ambientale.
La causa, che non ha ancora una data fissata per gli argomenti orali, è in corso di valutazione da parte del tribunale. In precedenza, i ricorrenti avevano presentato un’altra azione legale contro Micron, che riguardava la mancata conformità al processo di valutazione ambientale dello Stato. Micron aveva chiesto al tribunale di archiviare la causa, ma la decisione è rimasta in sospeso. La comunità locale e i gruppi ambientali continuano a monitorare l’evoluzione del caso, con preoccupazioni per l’impatto potenziale sul fiume Oneida e sulla salute pubblica.
Le reazioni online hanno evidenziato una divisione tra chi sostiene la necessità di controlli ambientali e chi critica le azioni legali come ostacoli alla produzione di chip negli Stati Uniti. Alcuni commentatori hanno espresso preoccupazioni per l’impatto economico e per la dipendenza da prodotti esteri, mentre altri hanno sottolineato l’importanza di proteggere l’ambiente e la salute della popolazione. La causa rimane un tema di dibattito pubblico, con conseguenze potenzialmente significative per il settore tecnologico e per la politica ambientale negli Stati Uniti. Le autorizzazioni non garantiscono un controllo adeguato delle emissioni. La causa sostiene che le autorizzazioni non richiedono controlli sostanziali su sostanze chimiche come i PFAS, limitandosi a monitorarne la presenza e la concentrazione. La comunità locale e i gruppi ambientali continuano a monitorare l’evoluzione del caso. Le preoccupazioni riguardano l’impatto potenziale sul fiume Oneida e sulla salute pubblica.
