Meno birra nel mondo: la produzione cala in Germania, in Italia cresce l’analcolica per la Gen Z
La produzione mondiale di birra cala, in Germania il calo è significativo, in Italia cresce l’analcolica grazie alla Gen Z.

La produzione mondiale di birra ha registrato un calo nel 2025, con un decremento complessivo del 0,7% rispetto all’anno precedente, segnando un cambiamento profondo nel consumo di alcol. In Germania, il principale produttore europeo, il calo è stato più marcato, con una riduzione del 6% nella produzione, portando il Paese al sesto posto tra i maggiori produttori mondiali. Questo fenomeno, però, non riguarda solo l’Europa: in Asia il calo è stato del 1,2%, principalmente a causa della contrazione della produzione cinese, mentre in America il decremento è stato dello 0,7%, con gli Stati Uniti tra i principali responsabili. L’unica area in controtendenza è l’Africa, dove il settore continua a crescere, seppure a ritmi contenuti.
Un mutamento nelle abitudini di consumo
Il calo nella produzione di birra riflette un mutamento periodico nelle abitudini di consumo, con una tendenza chiara verso il consumo moderato e l’orientamento verso bevande analcoliche o a bassa gradazione. Secondo il rapporto di BarthHass, il maggiore commerciante mondiale di luppolo, il consumo di birra è stagnante o in calo in molti mercati tradizionali, mentre cresce la domanda di birre analcoliche e a basso contenuto di alcol. Questo cambiamento è particolarmente evidente tra i giovani, che mostrano un interesse crescente per stili di vita più sani e una maggiore attenzione al benessere.
La Gen Z sta ridefinendo il mercato delle bevande.
La trasformazione è particolarmente marcata in Italia, dove il segmento delle birre analcoliche ha registrato un aumento della quota di mercato, passando dal 2,1% al 3,9%. Questo trend conferma una tendenza ormai consolidata, alimentata anche dall’effetto delle estati sempre più calde, che spingono i consumatori a limitare il consumo di alcol per motivi di salute. In alcuni Paesi europei, come la Francia, sono state introdotte misure temporanee per limitare il consumo di alcol negli spazi pubblici durante le ondate di calore più intense.
Le motivazioni dietro la Sober Curiosity
La crescita del consumo di bevande analcoliche è accompagnata da una cosiddetta “Sober Curiosity”, un orientamento stabile che si sta diffondendo tra la Generazione Z. Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Sociology, il 61% degli appartenenti a questa generazione afferma di voler ridurre in modo significativo il consumo di alcol. Le motivazioni sono molteplici: la ricerca di uno stile di vita più sano, l’evitare l’ansia post-sbronza (hangxiety), la necessità di mantenere lucidità e produttività, e la tutela dell’immagine personale in un’epoca in cui ogni momento può finire sui social.
La domanda si sta spostando verso il consumo moderato.
Questo cambiamento ha conseguenze anche sulla filiera produttiva. Nel 2025, la superficie coltivata a luppolo è diminuita del 5,5%, scendendo a 52.660 ettari, mentre il raccolto si è ridotto del 3,8% a 109.188 tonnellate. In Italia, la filiera brassicola mantiene un peso economico rilevante, con oltre 112mila lavoratori impiegati e un valore superiore ai 10 miliardi di euro. Tuttavia, il mercato sta cambiando volto, con un’attenzione crescente verso il consumo moderato senza rinunciare al gusto.
