Meeting di Rimini, il “gusto del noi” tra inclusione, giovani e comunità
Al Meeting di Rimini, il “gusto del noi” unisce riflessioni su Chiesa, inclusione e futuro dei giovani.

Il Meeting di Rimini, svoltosi il 23 agosto 2026, ha visto il tema del “gusto del noi” al centro delle riflessioni, con un focus su inclusione, giovani e comunità. L’evento, organizzato per promuovere l’amicizia tra i popoli, ha visto partecipazioni di figure chiave come il cardinale Matteo Zuppi, la suor Donatello e la rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli. L’obiettivo è stato quello di rilanciare un modello di convivenza basato sulla comunione, l’accoglienza e la fraternità.
La Chiesa come trampolino verso il mondo
Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), ha sottolineato come la Chiesa non sia un rifugio isolato, ma un “trampolino da cui tuffarsi nell’intera realtà”, soprattutto verso i più fragili. “La comunità cristiana non è un rifugio separato dal mondo”, ha detto, “ma un luogo che genera incontri e apre alla realtà”. Zuppi ha richiamato l’invito di Papa Leone XIV a vivere una Chiesa aperta, missionaria e unita, sottolineando che la comunione rappresenta l’antidoto alla “Babele di io arroganti e di noi chiusi e contrapposti”, una deriva che alimenta conflitti e diffidenze.
Inclusione e rete: il ruolo delle comunità
La stessa logica della comunione ha attraversato uno degli incontri più significativi della giornata, dedicato alla disabilità. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità, ha affermato che “si può fare rete solo insieme”. Per la religiosa, non bastano servizi efficienti: serve una comunità capace di generare appartenenza e relazioni. “Comunità con il gusto del noi”, ha spiegato, “dobbiamo provocare la cultura”. Suor Donatello ha richiamato esperienze sostenute anche grazie ai fondi dell’8xmille, come i laboratori di Cerreto Sannita e le canoniche trasformate in case-famiglia, come esempi di inclusione concreta.
La stessa idea è stata rilanciata da Stefano Noziglia, direttore della cooperativa sociale “Amici di Gigi”, che ha sottolineato come “la solitudine si affronta con la comunione”, ricordando esperienze come la “Spiaggia libera tutti” di Rimini, accessibile senza barriere. Per Davide De Santis, presidente dell’associazione “La Mongolfiera”, “prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro”, perché “l’amicizia si realizza in gesti concreti”. La Chiesa non è un rifugio, ma un luogo di incontro e di azione concreta. Il cardinale Zuppi ha sottolineato come la Chiesa debba essere un “trampolino” per affrontare le sfide del presente, non un luogo chiuso. L’obiettivo è quello di promuovere una fraternità concreta, capace di liberare dalla “tirannia dell’io”.
Investimenti per i giovani e il futuro
Al tema dei giovani e del futuro del Paese è stato dedicato l’intervento della rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli. Al centro della sua riflessione il nodo dell’inverno demografico, che coinvolge l’Italia e l’intera Europa e che rischia di ridisegnare profondamente gli equilibri sociali ed economici del continente. Beccalli ha richiamato la necessità di investire sull’istruzione e sulla qualità della formazione, mettendo in guardia dal rischio di abbassare gli standard accademici per compensare il calo degli studenti.
La capacità di attrarre talenti non è solo una questione di fuga, ma di politiche inclusive. La rettrice ha sottolineato come l’Italia mostri una crescente capacità di attrarre talenti, ma per consolidarla servono politiche adeguate e una forte alleanza tra università, imprese e istituzioni. Da qui l’appello a un piano straordinario di investimenti nell’istruzione secondaria e terziaria. Il Meeting di Rimini ha quindi messo in luce una prospettiva concreta: soltanto recuperando il valore della comunione, dell’incontro e della corresponsabilità sarà possibile affrontare le grandi sfide del presente, dalla pace all’accoglienza, dall’inclusione sociale al futuro delle nuove generazioni.
