Sea Watch 5 fermata, multa e 45 giorni di stop per violazione normativa

Nave tedesca bloccata per violazione regolamenti, tensioni Italia-Germania sui soccorsi in mare.

Nave umanitaria bloccata per violazione normativa, tensioni tra Italia e Germania
Nave umanitaria bloccata per violazione normativa, tensioni tra Italia e Germania

La nave umanitaria Sea Watch 5, appartenente all’ONG tedesca Sea Watch, è stata fermata per 45 giorni e multata con 7.500 euro per violazione della normativa relativa ai soccorsi in mare. Il provvedimento, annunciato dal ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, ha suscitato una forte reazione dell’organizzazione, che accusa il governo italiano di non rispettare le regole e di collaborare con autorità libiche considerate “fantoccio”. L’evento si colloca in un contesto di tensioni tra Italia e Germania sul tema dei migranti, con un incontro bilaterale tra i due ministri previsto a settembre.

Violazione delle normative e contestazione del governo

Secondo quanto dichiarato da Piantedosi, la Sea Watch 5 non ha rispettato gli obblighi di legge durante un intervento di soccorso nel Mediterraneo centrale. Il ministro ha sottolineato che le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong. “Il soccorso in mare è una prerogativa esclusiva degli Stati e non può essere lasciato all’iniziativa e allo spontaneismo di soggetti privati”, ha affermato. La contestazione riguarda la mancata collaborazione con le autorità libiche, un tema che ha acceso un dibattito interno al governo.

Reazioni dell’ONG e accuse al governo

La Sea Watch 5 ha respinto le accuse, rivendicando il proprio operato e attaccando l’esecutivo. “Il Governo italiano può dire lo stesso?” ha chiesto l’organizzazione, ricordando che dopo un soccorso effettuato il 13 agosto, la nave ha informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico. L’ONG ha definito questa autorità come “fantoccio” che serve a legittimare i trafficanti. “L’Italia e l’Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali”, ha aggiunto, descrivendo il Mediterraneo come un “far-west”.

La situazione si complica ulteriormente con l’intervento di Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, che ha definito “un crimine contro l’umanità” non consentire i salvataggi di persone in mare. “Applaudire il Papa a Rimini e poi sequestrare le navi che salvano vite è l’ennesima e dolorosa ipocrisia di questo governo”, ha commentato. La vicenda, quindi, non solo alimenta le tensioni tra Italia e Germania, ma anche tra il governo e le organizzazioni umanitarie attive nel Mediterraneo.

La Sea Watch 5 ha sottolineato che non collabora con criminali e trafficanti, ma il governo italiano non ha fatto lo stesso. L’organizzazione ha anche ricordato che l’Italia ha versato un miliardo di euro in navi, fondi e addestramento, ma queste sono state utilizzate per catturare e uccidere persone in mare, e per riportarle nei lager gestiti dai trafficanti. La nave tedesca ha rifiutato ogni accusa e ha attaccato l’esecutivo per il suo atteggiamento. La vicenda si colloca in un momento delicato per i rapporti tra Italia e Germania, con un incontro bilaterale tra i ministri Piantedosi e Dobrindt previsto a settembre. Sul tavolo ci sarà soprattutto la questione dei “Dublinanti”, i migranti richiedenti asilo presenti in uno Stato dell’Unione diverso da quello di primo ingresso. La Sea Watch 5 ha anche sottolineato che il governo italiano non ha rispettato le normative, ma ha continuato a collaborare con autorità considerate “fantoccio”.