L’era del nucleare avanzato: come Wall Street e i colossi dell’IA stanno finanziando la rivoluzione energetica

Il settore nucleare si trasforma: Wall Street e startup di IA investono miliardi per sviluppare tecnologie pulite e sostenibili.

L’era del nucleare avanzato sta prendendo forma, con Wall Street e i giganti dell’intelligenza artificiale che investono miliardi per sviluppare tecnologie che potrebbero rivoluzionare la produzione di energia. La fusione nucleare, una volta considerata un’utopia scientifica, oggi si avvicina a una realtà concretizzata grazie a finanziamenti record e partnership strategiche. L’obiettivo è creare impianti in grado di produrre energia pulita, sostenibile e a basso impatto ambientale, in grado di soddisfare la crescente domanda di elettricità, soprattutto per i data center che alimentano l’IA. La corsa è globale: Europa, Stati Uniti e Cina si contendono il primato nella realizzazione della prima centrale a fusione.

Investimenti record e tecnologie in evoluzione

La ricerca sul nucleare ha lasciato i laboratori per entrare nel mondo degli affari, con mercati finanziari, colossi tecnologici e grandi investitori privati che considerano il settore una delle opportunità industriali più promettenti del secolo. Tra i protagonisti, Proxima Fusion, spin-off del Max Planck Institute for Plasma Physics, ha chiuso un round di finanziamento da 411 milioni di euro, portando la sua valutazione a oltre 2,4 miliardi. L’operazione, sostenuta da partner come Rwe e Google, ha ricevuto il sostegno di istituzioni e fondi d’investimento di primo piano. I capitali raccolti serviranno a realizzare l’impianto sperimentale Alpha a Monaco di Baviera, con l’obiettivo di produrre energia netta positiva, un traguardo chiave per la costruzione della prima centrale commerciale.

La sfida della Casa Bianca: la gara di velocità per accendere l’atomo pulito

La sfida non è solo tecnologica, ma anche di velocità: il 4 luglio 2026, in occasione del 250esimo anniversario degli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Energia ha fissato una scadenza simbolica per raggiungere la “criticità”, ovvero il momento in cui il reattore si accende e la reazione nucleare inizia ad auto-sostenersi in modo stabile. I risultati si sono visti nei cantieri: a inizio luglio, i 200 dipendenti della startup texana Aalo Atomics si sono ritrovati nel centro di ricerca dell’Idaho National Laboratory per assistere all’inserimento del combustibile nel micro-reattore Aalo-X.

Startup di alto valore e tecnologie emergenti

La mappa del settore comprende startup di alto valore, tra cui Helion Energy, valutata a 15,5 miliardi di dollari, e General Fusion, la prima azienda di fusione a sbarcare in Borsa grazie al debutto sul Nasdaq. L’operazione ha garantito alla società oltre 150 milioni di dollari, che verranno utilizzati per sviluppare il reattore e farlo entrare in funzione entro il 2035. Altre realtà emergenti come TerraPower, fondata da Bill Gates, e X-Energy, che ha firmato un accordo per fornire energia a Microsoft, stanno scommettendo miliardi di dollari sugli smr (small modular reactors), reattori modulari più piccoli, sicuri e costruiti in serie, perfetti per garantire alimentazione continua ai data center per l’IA.

La corsa alla nuova era atomica comprende anche realtà come Radiant e Deep Fission

La corsa alla nuova era atomica comprende anche realtà come Radiant, che punta a far funzionare il reattore compatto Kaleidos per la base spaziale di Buckley, e Deep Fission, società quotata che ha pensato di installare i reattori in pozzi profondi quasi duemila metri per sfruttare la pressione terrestre come sistema di sicurezza naturale. Tra le altre, Oklo, la società di micro-reattori sostenuta da Sam Altman, ha già debuttato in Borsa per accelerare la produzione commerciale dei propri impianti.