L’Amministrazione Trump rilancia su voto per corrispondenza a due mesi dalle elezioni di mezzo mandato

L’Amministrazione Trump cerca di rafforzare il controllo sul voto per corrispondenza, a due mesi dalle elezioni di mezzo mandato.

Un gruppo di elettori riceve un voto per corrispondenza, mentre un avvocato del governo contesta un decreto
Un gruppo di elettori riceve un voto per corrispondenza, mentre un avvocato del governo contesta un decreto

Un nuovo tentativo di controllo sul voto per corrispondenza

A due mesi dalle elezioni di mezzo mandato, l’Amministrazione Trump ha lanciato un nuovo attacco contro il voto per corrispondenza, un tema centrale nel dibattito politico americano. Il 3 settembre, il governo ha richiesto alla Cour suprême degli Stati Uniti di permettergli di applicare un decreto firmato il 31 marzo, che mira a limitare l’accesso a questa forma di voto. L’obiettivo dichiarato è prevenire il rischio che stranieri possano partecipare alle elezioni, un tema che il presidente e il suo partito hanno ripetutamente sollevato.

Il decreto mira a creare una lista federale degli elettori idonei, in modo che la posta possa consegnare i buoni di voto solo a chi figura su questa lista. Tuttavia, il testo è stato contestato da diversi Stati democratici e da un’organizzazione che rappresenta elettrici. La Cour suprême, in un primo momento, aveva dato un parziale sostegno al decreto, permettendone l’applicazione provvisoria. Ma il 27 agosto, una giudice ha sospeso nuovamente il decreto, ritenendo che fosse «impossibile in pratica» per gli Stati rispettare le norme entro il tempo previsto per le elezioni.

Un sistema informatico in discussione

Il sistema informatico sviluppato dalla posta per applicare il decreto è stato criticato da un esperto. John Sauer, il consulente legale del governo, ha sostenuto che le regole non impongono «esigenti» requisiti, limitandosi a informazioni basilari come l’indirizzo del destinatario. Tuttavia, un attivista ha avvertito che il sistema potrebbe impedire a milioni di elettori di ricevere i loro buoni di voto in tempo utile. Il senatore democratico Richard Blumenthal ha citato questa preoccupazione in una lettera, sottolineando i rischi per il processo elettorale.

La posta potrebbe non riuscire a gestire il volume di richieste, con conseguenze potenzialmente gravi per l’accesso al voto. L’organizzazione States United ha rilevato che, negli Stati Uniti, circa un terzo degli elettori ha votato per corrispondenza nel 2024. Questo dato ha reso ancora più critica la situazione, con il rischio che il nuovo sistema non possa garantire un servizio efficiente e tempestivo. La situazione si complica ulteriormente con l’impopularità crescente del presidente, che ha portato a preoccupazioni tra i repubblicani stessi. Mentre i democratici cercano di trovare una strategia vincente per le elezioni di mezzo mandato, l’Amministrazione Trump sembra rilanciare la sua battaglia sul voto per corrispondenza, un tema che potrebbe influenzare il risultato finale. La decisione della Cour suprême resterà fondamentale per determinare il destino di questa misura e del processo elettorale in generale.