Iran attacca navi USA nel Golfo, Washington risponde vicino a Kharg e Jask
Iran lancia attacchi contro navi Usa nel Golfo, Washington risponde vicino a Kharg e Jask

Washington ha risposto all’attacco iraniano contro navi militari della Marina USA nel Golfo, colpendo vicino all’isola iraniana di Kharg e alla città portuale di Jask. L’escalation avviene mentre i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, attaccano quattro città nel sud dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, e lo Yemen sembra ad un passo dalla guerra civile. L’attacco iraniano, rivela il Wall Street Journal, è seguito da un lancio di missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi. L’Iran ha lanciato un attacco contro navi della Marina USA dopo aver sparato missili balistici contro due navi statunitensi nel fine settimana.
Iran e USA riprendono gli attacchi nel Golfo
Teheran e Washington hanno ripreso gli attacchi nel Golfo, con l’Iran che ha lanciato un attacco contro navi della Marina USA dopo aver sparato missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. Gli Stati Uniti hanno risposto colpendo obiettivi vicino all’isola iraniana di Kharg e alla città portuale di Jask, tra cui petroliere iraniane. L’escalation avviene mentre i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, attaccano quattro città nel sud dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, e lo Yemen sembra ad un passo dalla guerra civile.
La situazione in Yemen e Arabia Saudita
La situazione in Yemen è drammatica, con i ribelli Houthi che hanno attaccato quattro città nel sud dell’Arabia Saudita, causando 73 feriti e danni alle infrastrutture civili e petrolifere. I droni e i missili hanno preso di mira anche una base aerea saudita e obiettivi della compagnia petrolifera statale Aramco. In una settimana, l’offensiva dei proxy di Teheran verso il Mar Rosso ha fatto oltre 500 vittime e costretto oltre 150mila persone a fuggire dalle conseguenze degli attacchi. La Croce Rossa ha chiesto il stop alle ostilità tra Yemen e Arabia Saudita, sottolineando che la situazione è diventata un’emergenza umanitaria.
Il segretario di stato americano Marco Rubio ha indicato che dietro l’attacco dei ribelli all’Arabia Saudita c’è Teheran. Gli Stati Uniti hanno dichiarato al Wall Street Journal che i recenti tentativi dell’Iran di colpire obiettivi navali americani hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che Teheran stia utilizzando armi più sofisticate e possa ricevere assistenza da Cina o Russia. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il Memorandum firmato a giugno, oramai lettera morta, è stato ripreso con ostinazione da Teheran.
Le posizioni degli Stati Uniti e dell’Iran
Le posizioni degli Stati Uniti e dell’Iran restano in stallo, come dimostrato dalle parole di Donald Trump ad una commemorazione della tragedia dell’11 settembre: “Faremo il possibile per assicurarci che un altro giorno così non si ripeta”, dice. Trump ha anche affermato che l’Iran non otterrà mai l’arma nucleare. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che il ritorno e il rispetto degli impegni assunti da parte degli Stati Uniti nell’ambito del Memorandum apriranno la strada al ritorno alla normalità e alla cessazione delle tensioni. La situazione nel Golfo si fa sempre più complessa, con gli Stati Uniti che rispondono agli attacchi iraniani e l’Iran che continua a sostenere i ribelli Houthi. La tensione tra le due potenze sembra destinata a persistere, con conseguenze potenzialmente gravi per la regione e per la stabilità globale.
