Indagine del 2007 su Garlasco sotto esame: Procura e Ris rivedono procedure e dati
Nuove verifiche sulla indagine del 2007 su Garlasco: Procura e Ris esaminano dati e procedure.

La Procura di Pavia sta esaminando in profondità le procedure e i dati dell’indagine del 2007 sul delitto di Garlasco, un caso che ha suscitato dibattiti e contestazioni negli anni. L’attenzione si concentra su una serie di elementi tecnici e procedurali che potrebbero influire sulle decisioni future. L’indagine originale, avviata senza ipotesi di reato, ha portato a condanne e assoluzioni contraddittorie, che oggi vengono riviste sotto una lente più critica.
Procedure e dati sotto la lente
La Procura di Pavia ha acceso una luce nuova sui processi e sui dati tecnici raccolti durante le prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Tra i punti oggetto di verifica ci sono le procedure interne del Ris, i ruoli dei consulenti tecnici e le indicazioni impartite dal comandante del reparto. Le domande rivolte agli operatori del Ris non si limitano ai dati scientifici, ma toccano anche aspetti organizzativi e di gestione delle prove.
Le procedure interne vengono riconsiderate in modo approfondito.
La ricostruzione della Procura mette in discussione l’intera catena delle operazioni che portarono al fermo e alla condanna di Alberto Stasi, nonché all’assoluzione successiva. Tra i dati in questione c’è la mancanza di traccia di alcune prove, come quelle relative al test Obti, che segnalò la presenza di sangue umano sui pedali. Questo dato, pur essendo stato eseguito, non compare nella relazione preliminare del 24 settembre 2007, che portò al fermo di Stasi.
Contraddizioni e dubbi sulle prove
Le contraddizioni emerse durante le verifiche sono numerose. La consulenza di genetisti ha confermato l’esistenza di corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007, ma non si trova traccia di questi dati in alcun atto del procedimento. Inoltre, un appunto manoscritto del 20 settembre 2007 indica l’esecuzione del test Obti, ma non è stato incluso nella relazione preliminare. Questi elementi sollevano dubbi sulla correttezza e sulla completezza dei dati raccolti.
Le prove non sembrano essere state registrate in modo completo.
Un’altra anomalia riguarda i risultati negativi del 19 settembre, emersi poco prima del test positivo. Questo ha suscitato il sospetto di un possibile scambio di campioni tra pedali e cucchiaino. La Procura ha anche sollevato dubbi sulla distruzione di reperti, avvenuta dopo la sentenza definitiva, e sulla mancata convalida del fermo di Stasi nel settembre 2007.
Il ruolo del ministro Nordio
Le indagini del 2007 su Garlasco sono state anche oggetto di commenti da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito la vicenda un esempio di fallimento del sistema. Nordio ha collegato il caso alle indagini in corso e ha richiamato le prime due assoluzioni di Stasi, che sono state seguite da una condanna definitiva. Secondo il ministro, tali decisioni sembravano in contrasto con il principio “al di là di ogni ragionevole dubbio”.
La Procura di Pavia, con l’aiuto dei verbali delle Sit e dei documenti acquisiti, sta cercando di chiarire le contraddizioni e di verificare l’effettiva correttezza delle procedure e dei dati. L’obiettivo è comprendere se ci siano elementi che potrebbero influire sulle decisioni future, anche in vista di nuove verifiche o eventuali riconoscimenti.
