Giuseppe Scopelliti: «Ho detto no a Vannacci, appartengo a una destra passata “dalla protesta alla proposta”»
Giuseppe Scopelliti rifiuta l’offerta di Vannacci e si schiera con Fratelli d’Italia, sottolineando l’evoluzione della destra reggina.

Giuseppe Scopelliti, ex governatore della Calabria, ha rifiutato l’offerta di entrare in campo per le suppletive e ha espresso un chiaro distacco da una destra che, secondo lui, non rappresenta più la sua visione politica. L’ex esponente di Forza Italia, pur non essendo più in una casa politica ufficiale, continua a essere corteggiato da diversi partiti, tra cui Fratelli d’Italia, che vede in lui un possibile alleato per il futuro. La sua posizione, espressa in un’intervista, ha suscitato interesse e dibattito all’interno del centrodestra reggino, dove si dibatte su chi potrebbe guidare la coalizione dopo l’uscita di Giannetta da Forza Italia.
Una destra in evoluzione
Scopelliti ha sottolineato come la sua storia politica si riconosca in una destra che ha vissuto un percorso di trasformazione, passando “dalla protesta alla proposta”. Questo percorso, secondo lui, ha visto l’evoluzione dalla destra di Almirante a quella di Fini, fino alla destra di Meloni, che interpreta in maniera autentica la forza di una visione europea e atlantista. Giorgia Meloni al Governo, in continuità con quella evoluzione della destra cui ho fatto cenno, ha assicurato, in questi anni, autorevolezza, affidabilità e centralità all’Italia. Le tensioni interne al centrodestra reggino sono emerse con la decisione di Giannetta di smarcarsi da Forza Italia, un passo che ha suscitato commenti e riflessioni su come si stanno evolvendo i rapporti tra elettori e partiti. Scopelliti ha espresso la sua opinione su come la politica odierna abbia perso la sua funzione originaria, con ogni singolo eletto che si sente rappresentante di una propria istanza, anziché del partito che lo ha sostenuto.
Le tensioni interne al centrodestra
Le elezioni al Consiglio metropolitano di Reggio Calabria hanno lasciato un malumore diffuso, con il caso della candidatura del vicesindaco Fiorentino Riganò, voluta da Cannizzaro ma non accettata da Giannetta, che ha preferito candidare il fedelissimo Barca. «Indubbiamente è stata questa una delle scintille di innesco dell’incendio», ha commentato Scopelliti, riferendosi al conflitto interno che ha portato a una frattura tra i diversi gruppi di Forza Italia.
Scopelliti ha anche espresso la sua vicinanza a Fratelli d’Italia, che, a suo avviso, rappresenta i discendenti naturali della sua esperienza in Alleanza nazionale. «Lei deve sapere che quasi il cinquanta per cento dei 185 parlamentari eletti in FdI, tra Camera e Senato, sono “ragazzi” che, al tempo della mia esperienza di segretario nazionale del Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile di Msi e An, erano “miei” dirigenti. Quindi, è naturale che vi sia una particolare vicinanza e condivisione non soltanto di idee e progetti, ma anche di sentimenti», ha detto.
Nonostante la sua posizione, Scopelliti ha riconosciuto che la maggioranza di centrodestra è molto forte e coesa, e non vede alcun problema di tenuta della coalizione. Tuttavia, ha espresso preoccupazioni per il peso elettorale di Futuro nazionale e per il rischio che il sostegno al generale Vannacci possa diventare un voto per il centrosinistra. Futuro nazionale è una forza che, senza dubbio, sta raccogliendo consensi. Alla fine, però, gli elettori dovranno comprendere se il sostegno al generale Vannacci non diventi, piuttosto, un voto che faccia vincere il centrosinistra.
