Gas in crisi, l’allarme di un economista: “Forniture del Qatar bloccate, l’inverno sarà costoso”

Prezzi del gas in aumento, rischio inverno costoso. Economista allerta su forniture del Qatar e scorte europee.

Scorte di gas in Europa, tensioni sul prezzo, economista allerta su rischio inverno
Scorte di gas in Europa, tensioni sul prezzo, economista allerta su rischio inverno

Il gas resta sotto pressione, con i prezzi in aumento e l’ipotesi di riattivare le centrali a carbone in Europa che torna a farsi strada. L’attenzione si concentra sullo Stretto di Hormuz, che secondo Alessandro Lanza, direttore esecutivo della Fondazione Eni Enrico Mattei, appare impossibile da aggirare. La situazione si complica ulteriormente con le forniture del Qatar ferme, un fattore che potrebbe portare a un inverno costoso per gli italiani.

Le scorte europee non bastano

Le scorte accumulate durante l’estate potrebbero ammortizzare parte della crisi, ma a prezzi più elevati rispetto al passato. Lanza spiega che il mercato del gas è strettamente legato alle dinamiche dei prezzi del petrolio, che a loro volta dipendono dalle tensioni geopolitiche. L’ipotesi di riattivare le centrali a carbone, sebbene teoricamente fattibile, richiede investimenti e decisioni precise. In Italia, in Sardegna, almeno due centrali alimentabili a carbone sono attualmente ferme. Non si sistemano le cose domani mattina. Lanza mette in guardia: il sistema elettrico italiano, come quello europeo e mondiale, avrebbe dovuto essere molto più guidato dalle risorse rinnovabili e molto meno dalle fonti fossili. È un problema che ci portiamo dietro da venti o trent’anni.

Le alternative non sono semplici

Una possibile alternativa alla situazione di blocco del gas proveniente dal Qatar è la pipeline che porta il greggio verso il Mar Rosso. Tuttavia, questa opzione richiederebbe l’attivazione immediata e la protezione da eventuali attacchi, dato che è esposta a rischi. Lanza sottolinea che non è possibile passare da una fonte energetica all’altra semplicemente girando un interruttore: servono investimenti e decisioni precise. Il rischio di un inverno caratterizzato da tensioni sui prezzi del riscaldamento è crescente. Gli italiani dovranno affrontare un aumento dei costi, a meno che non vengano prese decisioni rapide e mirate. Lanza ricorda che il tema della transizione energetica era stato promesso in diversi trattati, ma adesso sembra essere stato abbandonato.

La crisi energetica ha messo in luce le conseguenze di un’agenda climatica non sufficientemente attuata. Lanza sottolinea che il tema della transizione energetica era stato promesso in diversi trattati, ma adesso sembra essere stato abbandonato. L’obiettivo era costruire centrali elettriche alimentate da eolico e fotovoltaico, ma questa strada non è stata percorsa a sufficienza. Nel breve periodo, i prezzi del gas e del petrolio sono destinati a rimanere sotto pressione, a seconda dell’evoluzione della crisi e delle decisioni della politica americana.

Il sistema elettrico italiano, come quello europeo e mondiale, avrebbe dovuto essere molto più guidato dalle risorse rinnovabili e molto meno dalle fonti fossili. Lanza sottolinea che il tema passava anche dalla costruzione di centrali elettriche alimentate dall’eolico e dal fotovoltaico. La situazione attuale dimostra che non si è ancora raggiunta una transizione energetica sufficientemente avanzata.