Emissioni record nel 2025, ONU: “Riscaldamento potrebbe raggiungere 2,8°C entro fine secolo”

Emissioni di gas serra a livelli record nel 2025, Onu avverte di un riscaldamento globale che potrebbe superare i 2,8°C entro la fine del secolo.

Le emissioni globali di gas serra sono rimaste a livelli record nel 2025, secondo il rapporto annuale dell’ONU, che avverte di un riscaldamento globale che potrebbe raggiungere i 2,8°C entro la fine del secolo. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha ribadito che le politiche attuali sono «pericolosamente insufficienti», e che il mondo non può più evitare di superare il limite di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi del 2015. I dati del rapporto Emissions Gap Report 2026 indicano un aumento delle emissioni in alcuni dei principali emettitori, come Stati Uniti, Indonesia e Cina, a fronte di una riduzione in India, Russia e Unione Europea.

Le politiche attuali non bastano

Secondo il rapporto, basandosi esclusivamente sulle politiche attuali, il riscaldamento globale potrebbe raggiungere i 2,8°C entro il 2100, il doppio del livello odierno. La possibilità di mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C «è svanita» dopo «decenni di un’azione climatica insufficiente», come sottolinea il documento. I paesi ricchi del G20, responsabili di tre quarti delle emissioni di gas serra, sono particolarmente colpevoli di questa situazione. Guterres ha ammonito che «il mondo non può più evitare di superare il limite di 1,5°C e le conseguenze sono già devastanti».

Per tornare sotto la soglia di 1,5°C entro il 2100, le emissioni globali dovrebbero ridursi del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. Il rispetto degli attuali impegni climatici porterebbe a una riduzione di appena il 5-8% entro il 2030 e dell’11-15% entro il 2035. L’ONU sottolinea che la situazione peggiora di anno in anno e che servono sforzi drastici e immediati per evitare scenari catastrofici.

Le proiezioni peggiorano

Le proiezioni del rapporto sono più cupe rispetto a quelle dello scorso anno, che indicavano un riscaldamento compreso tra 2,3°C e 2,5°C. Il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e la revisione delle stime sulle emissioni storiche hanno contribuito a questa evoluzione. Il documento avverte che la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100, anche nell’ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti. Le emissioni restano su livelli record e i piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti, lasciando presagire un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C.

Il rapporto analizza anche uno scenario più favorevole, in cui il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi scendere nuovamente al di sotto di 1,5°C entro il 2100. Tuttavia, per riuscirci, è necessario un cambiamento radicale in settori chiave come la produzione energetica, i trasporti e l’industria pesante. Nonostante la crescita delle fonti rinnovabili, la stragrande maggioranza dei membri del gruppo delle principali economie mondiali continua a mancare i tassi di decarbonizzazione necessari per centrare le zero emissioni nette.

Il segretario generale dell’ONU ha ribadito che «la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100, anche nell’ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti». L’ONU avverte che la situazione peggiora di anno in anno e che servono sforzi drastici e immediati per evitare scenari catastrofici.