Il divario di genere influisce sull’accesso alle cure e sulla salute mentale

Differenze di genere nel comportamento verso la salute e accesso alle cure, con dati su prevenzione e supporto psicologico.

Il divario di genere ha un impatto significativo sull’accesso alle cure, sulla prevenzione e sulla salute mentale, come ha evidenziato un’analisi realizzata da IQVIA e presentata durante l’evento “Salute che include”, promosso da Lilly in occasione dei suoi 150 anni. L’evento, supervisionato da UN Women, ha messo in luce come le differenze di genere influenzino non solo la percezione della salute, ma anche i comportamenti di prevenzione e la continuità dei percorsi di cura. I dati rivelano un disallineamento tra consapevolezza e accesso effettivo alle cure, con un’attenzione maggiore da parte delle donne, ma ostacoli concreti che limitano la loro capacità di attivarsi in modo continuativo.

Disparità nella gestione della salute

Secondo l’analisi, il 32% della popolazione dichiara di aver rinunciato almeno una volta a visite o accertamenti sanitari, con motivi diversi a seconda del sesso. Tra le donne, la rinuncia è spesso legata a motivi economici, mentre tra gli uomini prevalgono fattori logistici e organizzativi. Inoltre, il gap nella copertura assicurativa sanitaria è significativo: solo il 28% delle donne possiede un’assicurazione privata o aziendale, contro il 40% degli uomini. Queste differenze si riflettono anche nelle diverse fasi della vita, con un comportamento di prevenzione che varia in base all’età.

Le donne mostrano maggiore attenzione alla salute, ma incontrano ostacoli concreti.

Il ricorso al supporto psicologico varia in modo significativo in base all’età e al sesso. Il 55% delle donne under 35 ha consultato uno psicologo almeno una volta, mentre il dato scende al 34% per le donne tra i 35 e 59 anni e al 23% per quelle over 60. Queste evidenze sottolineano l’importanza di leggere i trend sanitari non solo in chiave clinica, ma anche culturale e sociale, per supportare politiche e modelli di intervento più equi e centrati sulla persona.

Un impegno di sistema per l’inclusione

“Rendere la salute realmente inclusiva richiede un impegno di sistema che si fonda su tre principi chiave: prossimità, perseveranza e tempestività”, ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato di Lilly Italy Hub. Questi valori guidano l’impegno di Lilly da 150 anni e continuano a orientare il modo in cui l’azienda promuove la salute e l’innovazione. L’azienda ha sviluppato iniziative dedicate alla salute dei propri dipendenti, come l’assicurazione sanitaria integrativa, i check-up annuali e gli screening sul campus, nonché programmi per la genitorialità e il caregiving.

Le aziende possono contribuire a ridurre il divario tra consapevolezza e accesso alle cure.

Il tema riguarda anche le aziende, che possono giocare un ruolo chiave nel ridurre il divario tra consapevolezza e accesso alle cure. Iniziative come coperture sanitarie integrative, screening sul luogo di lavoro e strumenti per conciliare lavoro e cura sono tra le aree di intervento indicate per gli attori dell’ecosistema salute. Lilly ha messo in atto un insieme di attività che parte dalla salute e arriva alla conciliazione tra lavoro e cura, con l’obiettivo di garantire un accesso equo e tempestivo alle cure per tutti.

  • Il 55% delle donne under 35 ha consultato uno psicologo almeno una volta.
  • Il 34% delle donne tra i 35 e 59 anni ha consultato uno psicologo.
  • Il 23% delle donne over 60 ha consultato uno psicologo.

Questi dati evidenziano una maggiore attenzione da parte delle donne alla salute mentale, ma anche una forte dipendenza da canali di supporto che non sempre sono accessibili o economicamente sostenibili. L’impegno per un sistema sanitario più inclusivo e equo richiede un lavoro congiunto tra aziende, istituzioni e comunità, con l’obiettivo di garantire a tutti un accesso continuativo e sostenibile alle cure.