Tecnologie e salute mentale: un rapporto complesso tra adolescenti e digitali

L’uso delle tecnologie tra gli adolescenti ha effetti diversi sulla salute mentale, con dati che evidenziano rischi e opportunità.

La relazione tra tecnologie e salute mentale tra gli adolescenti rappresenta un tema dibattuto e complesso, con dati che indicano un impatto variabile e spesso non lineare. Secondo gli ultimi dati, un terzo dei nuovi pazienti psichiatrici ha meno di 35 anni, mentre il dibattito pubblico sul rapporto tra tecnologie e salute mentale dei giovani oscilla tra allarmismo e minimizzazione. L’uso di social network e videogiochi è diffuso tra i ragazzi, ma non sempre si traduce in effetti negativi.

Un uso diverso, effetti diversi

La stessa attività online può avere effetti diversi: positivi per alcuni adolescenti, negativi per altri. Circa 1 adolescente su 10 è a rischio di uso problematico dei social network, con un’incidenza maggiore tra le ragazze e livelli particolarmente elevati nella fascia delle 13enni. L’uso problematico di internet, definito come Piu (Problematic internet use), è associato a problemi di salute mentale e fisici, come depressione, ansia, dismorfismo, isolamento sociale, autolesionismo, bassa autostima, disturbi del sonno e ridotta attività fisica.

Non si tratta semplicemente di quanto tempo si trascorre online, ma di come e in quali condizioni. Due adolescenti possono spendere lo stesso numero di ore su internet, ma con effetti molto diversi: attività orientate allo studio, alla socializzazione o a interessi personali hanno un impatto diverso rispetto a comportamenti come lo scrolling compulsivo o la trascuratezza di sonno, sport e relazioni. La relazione tra tecnologie e salute mentale è multidimensionale e spesso bidirezionale, nel senso che il disagio psicologico può influenzare il modo in cui si usano le tecnologie, così come alcune modalità d’uso possono contribuire ad aggravarlo.

Un quadro nazionale: dati e differenze

Nel 2025 in Italia si contano circa 5,1 milioni di adolescenti, pari all’8,7% della popolazione residente. La distribuzione sul territorio non è omogenea: la Campania ha la quota più elevata di adolescenti in rapporto alla popolazione (9,5%), seguita da Trentino-Alto Adige (9,4%) e Sicilia (9%). Al contrario, Liguria, Molise e Sardegna registrano un’incidenza inferiore. A livello locale, Crotone è il capoluogo di provincia con la maggiore incidenza di adolescenti (9,7%), seguito da Andria, Napoli, Prato e Palermo.

Per analizzare come gli adolescenti utilizzino le tecnologie digitali, si può fare riferimento ai dati della sorveglianza Hbsc, uno studio internazionale condotto in Italia con cadenza quadriennale. L’ultima rilevazione riguarda dati del 2022, che mostrano una diffusione piuttosto ampia: circa 4 adolescenti su 5 utilizzano i social network ogni giorno, mentre 1 su 4 gioca quotidianamente ai videogiochi. Circa 1 adolescente su 10 è a rischio di uso problematico dei social network, con un’incidenza maggiore tra le ragazze e livelli particolarmente elevati nella fascia delle 13enni. Al contrario, il rischio legato ai videogiochi riguarda soprattutto i maschi, con oltre 1 su 5 classificato a rischio, in particolare nelle fasce più giovani.

Le differenze territoriali sono più marcate: la Campania registra la quota più alta di adolescenti a rischio di uso problematico sia dei social network (16,4%) che dei videogiochi (19,3%), mentre la Valle d’Aosta si colloca all’estremo opposto, con i valori più contenuti in entrambe le dimensioni (rispettivamente 9,5% e 15%). Nelle regioni del sud Italia si registra un uso più problematico dei social media tra i minori.

La complessità del rapporto tra tecnologie e salute mentale richiede un’analisi articolata.

Le differenze di genere e età emergono chiaramente nei dati sull’uso problematico.

  • Un terzo dei nuovi pazienti psichiatrici ha meno di 35 anni.
  • Circa 1 adolescente su 10 è a rischio di uso problematico dei social network.
  • La Campania ha la quota più elevata di adolescenti a rischio di uso problematico.