Diesel Euro 5, dal 1° ottobre 2026 migliaia di auto bloccate in Lombardia e altre regioni
Migrano migliaia di auto diesel Euro 5 in Lombardia e altre regioni a partire dal 1° ottobre 2026 per ridurre inquinamento.

Limitazioni per diesel Euro 5 in Lombardia e altre regioni
Dal 1° ottobre 2026, migliaia di auto diesel Euro 5 dovranno rimanere ferme in alcune zone del Nord Italia, tra cui Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria nel bacino padano, una delle aree in Europa con i livelli più elevati di polveri sottili e biossido d’azoto. Il provvedimento, originariamente previsto per il 2025, è stato posticipato a causa di rinvii e modifiche, ma l’impatto resta significativo per i proprietari di veicoli immatricolati tra il 2011 e l’agosto 2015.
Le limitazioni saranno valide per tutto l’anno nei giorni feriali, dalle 7.30 alle 19.30, e si applicheranno a tutti i veicoli diesel Euro 5. Le Regioni si sono trovate di fronte a un bivio: da una parte il blocco dei diesel Euro 5, dall’altra misure compensative che garantiscano lo stesso calo delle emissioni inquinanti. Ogni regione ha scelto una strada diversa per raggiungere l’obiettivo.
La Lombardia conferma il blocco in aree urbane
La Lombardia ha confermato il blocco dei diesel Euro 5 nelle aree urbane di Milano, Brescia, Bergamo e Monza, i Comuni con oltre 100.000 abitanti. Le limitazioni saranno valide per tutto l’anno nei giorni feriali, dalle 7.30 alle 19.30, e entreranno in vigore da subito per le autovetture (categoria M1). Per le categorie M2, N1 e N2, le nuove norme saranno valide dal 1° ottobre 2027, mentre per le altre categorie entreranno in vigore dal 1° ottobre 2028. Un dispositivo installato sul veicolo monitora i chilometri percorsi all’interno dell’area in cui vige la limitazione, stabilendo un tetto massimo di chilometri percorribili ogni anno. Questa misura è parte di un piano più ampio che include misure per migliorare la fluidità del traffico, promuovere la mobilità ciclabile e ridurre le emissioni degli impianti di riscaldamento.
Il Veneto e l’Emilia-Romagna cercano soluzioni alternative
Anche il Veneto sta provando a mettere in campo soluzioni che consentano di evitare il blocco di circa 150.000 veicoli. La Giunta regionale ha avviato l’iter per sospendere lo stop alle auto diesel Euro 5 che dovrebbe altrimenti interessare le aree urbane di Padova, Verona, Vicenza e Venezia. Tra le misure discusse figurano incentivi alla mobilità sostenibile, come la trasformazione dei diesel Euro 5 in veicoli bi-fuel (gasolio/metano), e un maggiore ricorso allo smart working per ridurre le emissioni legate agli spostamenti dei pendolari.
L’Emilia-Romagna, come il Veneto, è al lavoro per trovare misure compensative efficaci per migliorare la qualità dell’aria senza dover obbligatoriamente fermare le auto diesel Euro 5. Senza queste soluzioni, oltre 250.000 veicoli non potranno più circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, da ottobre fino alla fine di marzo.
Il servizio MoVe-In e le sanzioni per i trasgressori
Per tutti i veicoli colpiti dai provvedimenti è attivo il servizio MoVe-In, che toglie la limitazione temporale sulle fasce orarie e giornaliere sostituendola con una chilometrica. Un dispositivo installato sul veicolo monitora i chilometri percorsi all’interno dell’area in cui vige la limitazione, stabilendo un tetto massimo di chilometri percorribili ogni anno in base alla tipologia e alla classe ambientale del veicolo. Una volta raggiunta la soglia massima, il veicolo dovrà rimanere fermo fino allo scadere dell’anno di validità del servizio. Chi non rispetta i divieti di circolazione rischia una sanzione compresa tra 168 e 679 euro. In caso di recidiva, quindi compiendo due violazioni nell’arco di due anni, può essere applicata anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
