Delta del Po in ginocchio: Porto Tolle senza acqua per l’irrigazione, la siccità torna a minacciare i raccolti
Il Delta del Po vive un momento di grave tensione per l’irrigazione, con Porto Tolle senza acqua e siccità che mettono in pericolo i raccolti.

Il Delta del Po vive un momento di grave tensione, con Porto Tolle che non ha più acqua dolce da distribuire ai campi. La siccità torna a minacciare l’agricoltura, con il Po ai minimi storici e il cuneo salino che si avvicina all’entroterra. A Pontelagoscuro, mercoledì, la portata del fiume è stata registrata a 206 metri cubi al secondo, il valore più basso dell’estate nel tratto finale del fiume. La situazione è al limite, con il Consorzio di bonifica Delta del Po costretto a chiudere tutte le derivazioni irrigue. L’agricoltura è in emergenza, ma sul fronte dell’acqua potabile il territorio può contare su una sicurezza che quattro anni fa non esisteva.
Un sistema di distribuzione rinnovato
Il collegamento con il Savec, lo Schema acquedottistico del Veneto Centrale, realizzato dopo la crisi del 2022, ha permesso di garantire l’approvvigionamento idropotabile attraverso la rete collegata alle falde del Medio Brenta. Il primo cittadino di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, spiega che «dal 2023 non preleviamo più l’acqua come avveniva prima». I nuovi investimenti hanno reso il sistema più sicuro, ma non hanno salvato i raccolti. L’acqua salata ha reso inutilizzabile l’acqua dei canali, mettendo in pericolo le colture. Il Polesine è stato troppo spesso considerato l’ultima ruota del carro, afferma il presidente provinciale di CIA, Erri Faccini.
Costi in aumento e prezzi in calo
Le aziende agricole sostennero costi in aumento, con il gasolio che è tornato a 1,44 euro al litro. Le temperature restano sopra i 30 gradi da oltre due settimane, rendendo la situazione ancora più critica. Anche i prezzi riconosciuti ai produttori sono in calo: rispetto allo scorso anno, le pere perdono il 17%, le pesche e le nettarine il 18%, le susine il 20% e le albicocche addirittura il 34%. La crescita delle importazioni di frutta fresca, aumentate del 9% nei primi quattro mesi dell’anno, con un balzo del 44% dai Paesi africani, peggiora la situazione. Il Consorzio ha potuto contenere i danni grazie a misure straordinarie come bypass, motopompe e turnazioni serrate dell’acqua.
La presidente del Consorzio, Virginia Taschini, osserva che «in questi giorni iniziano i raccolti e solo adesso gli agricoltori potranno capire quali saranno le rese reali». L’attenzione è rivolta soprattutto alle risaie, che hanno ancora bisogno di acqua per completare la maturazione. Ma le speranze sono appese al meteo. Per ora le piogge non si vedono, e quando arrivano, spesso sono così intense da scivolare via su terreni ormai induriti dalla siccità, senza riuscire a ricaricare realmente le riserve idriche del Delta. Coldiretti descrive una situazione ormai al limite, con l’acqua dolce sempre più difficile da reperire a causa della risalita del cuneo salino.
Il Consorzio di bonifica Delta del Po ha lanciato un allarme, parlando apertamente di un territorio «di nuovo al collasso». Porto Tolle e l’isola di Polesine Camerini sono ormai circondate dall’acqua salata. L’organizzazione torna a chiedere un piano nazionale per nuovi invasi e infrastrutture irrigue, ritenute indispensabili per affrontare fenomeni destinati a diventare sempre più frequenti. La situazione è drammatica, con l’agricoltura in emergenza e il rischio di perdere raccolti importanti per il territorio.
