La curiosità dei bambini si trasforma in frustrazione con l’IA nei giocattoli
Bambini tra 6 e 11 anni mostrano frustrazione e ostilità verso giocattoli con IA, secondo studio dell’University of Washington.
La curiosità iniziale dei bambini, seguita da frustrazione e, in alcuni casi, da un atteggiamento ostile verso i giocattoli, è il risultato di un esperimento condotto da ricercatori dell’University of Washington. L’osservazione è stata fatta su otto bambini tra i 6 e i 11 anni, che hanno interagito con tre peluche dotati di intelligenza artificiale generativa. La ricerca, presentata il 25 giugno alla Interaction Design and Children conference di Brighton, ha rivelato come l’interazione con questi dispositivi possa evolvere da un interesse iniziale a una reazione negativa.
La frustrazione nasce quando l’IA non risponde
I bambini hanno iniziato con domande semplici, come “Come ti chiami?” e hanno cercato di comprendere le capacità dei giocattoli. Tuttavia, quando i peluche non hanno fornito risposte soddisfacenti alle domande più complesse, la frustrazione si è fatta sentire. “Non mi ha ascoltato tipo 26 milioni di volte”, ha detto uno dei partecipanti. La mancanza di risposte appropriate ha portato alcuni bambini a provocare verbalmente i giocattoli, insultandoli o immaginando di liberarsene. La relazione tra bambini e IA si è capovolto, con il giocattolo che imita l’immaginazione, ma non la soddisfa.
Un’interazione che va oltre la tecnologia
Secondo Aayushi Dangol, ricercatrice presso Foundry10, l’interazione pone questioni che vanno al di là della capacità tecnica del giocattolo di sostenere una conversazione. “Se i genitori stanno pensando di acquistare questi giocattoli per i bambini, devono essere consapevoli che, sebbene possano essere divertenti, relazionali e dinamici, comportano anche possibili rischi”, ha spiegato. I giocattoli possono dare risposte sbagliate, adulterare eccessivamente i bambini o manipolarli, indurli all’attaccamento. La delusione ha provocato una trasformazione del tipo di interazione, con un passaggio da curiosità a ostilità.
Il lavoro si inserisce in una serie di ricerche di KidsTeam UW dedicate al modo in cui i bambini interpretano e utilizzano le nuove tecnologie. Per Jason Yip, professore associato dell’Information School dell’University of Washington e direttore di KidsTeam UW, l’intelligenza artificiale introduce una differenza rispetto al rapporto tradizionale tra bambino e giocattolo. “Da quando i bambini giocano con i giocattoli, hanno sempre trasferito la propria immaginazione sull’oggetto per farlo muovere e parlare”, ha spiegato Yip. “Ora il copione si è capovolto e il giocattolo possiede questa imitazione dell’immaginazione. Non abbiamo mai vissuto una situazione simile prima d’ora e non sappiamo quali domande faranno i bambini o neppure per quanto tempo vorranno giocare con questi giocattoli. È quindi davvero importante offrire loro opportunità per discutere delle tecnologie che stiamo mettendo nelle loro mani.”
La ricerca ha anche rilevato che, sebbene la delusione abbia modificato il tipo di interazione, alcune caratteristiche dei giocattoli hanno divertito i partecipanti, come la risposta di un peluche che indicava il numero sette come il suo preferito. Tuttavia, il contrasto tra aspettative e realtà ha portato a una trasformazione del comportamento dei bambini, con una crescita di frustrazione e, in alcuni casi, di ostilità. La magia dell’IA, sebbene promettente, sembra non essere sufficiente a soddisfare la curiosità dei più piccoli.
