Una cucina itinerante per rilanciare la sostenibilità alimentare
A Milano, un progetto unisce design e sostenibilità per creare una cucina nomade che promuove la condivisione e la riduzione degli sprechi alimentari.
Da oggi al 14 ottobre, a Milano, si svolgerà un progetto innovativo che unisce design, sostenibilità e condivisione: “Prossima Stazione – A Nomadic Kitchen”. L’obiettivo è creare una cucina nomade in grado di ridurre gli sprechi alimentari e rilanciare gli spazi urbani come luoghi di incontro e mutualismo. Il progetto, selezionato attraverso il bando europeo Urban Bites / Creative Europe, è promosso con il supporto del Comune di Milano e di una rete di partner tra cui IED – Istituto Europeo di Design, BJCEM, ActionAid e il polo Off Campus Cascina Nosedo del Politecnico di Milano.
Un laboratorio per studenti e cittadini
Il progetto è aperto a tutti i cittadini e studenti, soprattutto fuori sede, di Milano. I laboratori si terranno nei giorni 9, 12 e 14 ottobre e non richiedono competenze tecniche pregresse. La partecipazione è gratuita e si può candidare fino al 4 ottobre compilando l’apposito form online. Un gruppo di quindici partecipanti, scelti tra tutti i candidati, lavorerà insieme al team organizzativo per co-progettare, assemblare e mettere in funzione una cucina modulare mobile, leggera e trasportabile, ma soprattutto autosufficiente.
La cucina diventa un dispositivo sociale in grado di attivare spazi urbani sottoutilizzati. L’obiettivo non è solo parlare di sostenibilità alimentare e lotta allo spreco, ma attivare spazi urbani sottoutilizzati attraverso la creazione di micro-comunità temporanee e accessibili a tutti. Il progetto si inserisce in un contesto in cui la sostenibilità è diventata un tema trasversale in diversi eventi, come il festival di Tempi di Recupero in Romagna, Terra Madre, il Salone del Gusto di Slow Food a Torino, e IN-sostenibile a Firenze.
La cucina come linguaggio sociale
La cucina diventa qui un linguaggio politico e affettivo: attraverso il recupero dei ricordi gastronomici d’origine e il baratto di ingredienti, il progetto vuole restituire centralità allo spazio pubblico come luogo di incontro e mutualismo. Federico Rizzo, designer diplomato alla Design Academy Eindhoven, coordina i laboratori e spiega come il cibo possa diventare strumento di interazione sociale e narrazione collettiva. La sostenibilità alimentare non è più un concetto astratto, ma un tema concreto che si intreccia con la vita quotidiana. Il progetto si inserisce in un contesto in cui la sostenibilità è diventata un tema trasversale in diversi eventi, come il festival di Tempi di Recupero in Romagna, Terra Madre, il Salone del Gusto di Slow Food a Torino, e IN-sostenibile a Firenze. La capacità di unire diverse dimensioni, come sociale, culturale e economico, caratterizza un nuovo progetto che coinvolge studenti e cittadini milanesi in attività che uniscono l’artistico al pratico, il creativo al necessario.
Il progetto è in dialogo con l’associazione RECUP per poter essere presente anche al mercato cittadino, mentre il 17 ottobre sarà ospite di BASE Milano. La sostenibilità alimentare, come ha sottolineato Federico Rizzo, non è più un tema per nerd ambientalisti, ma un concetto che si intreccia con la vita quotidiana e che richiede una visione di insieme, in grado di integrare aspetti sociali, culturali e economici.
