Crisi abitativa in Spagna: Caritas segnala un aumento del 4% nel numero di famiglie in difficoltà
Crisi abitativa in Spagna: Caritas segnala un aumento del 4% nel numero di famiglie in difficoltà.
La crisi abitativa in Spagna si fa sempre più preoccupante, con un aumento del 4% nel numero di famiglie in difficoltà rispetto al 2018. Secondo il 9° rapporto della Fondazione Caritas, una famiglia su quattro soffre di una forma di difficoltà abitativa, con affitti insostenibili, precarietà e sovraffollamento che compromettono l’autonomia, la salute e i progetti di vita. Lavorare non basta più per vivere dignitosamente, sottolinea Caritas, che segnala come il costo della casa abbia trasformato il disagio abitativo in una questione politica e sociale.
La casa come fattore di disuguaglianza
La casa, oggi, appare soprattutto come un fattore strutturale di disuguaglianza. Il 7% della popolazione vive in condizioni di grave sovraffollamento, una situazione che limita l’autonomia e condiziona la salute fisica e mentale delle famiglie. Per molti, il lavoro non è più sufficiente a garantire una vita dignitosa, poiché una parte sproporzionata dello stipendio va a coprire l’affitto e le utenze. La spesa per la casa assorbe la maggior parte del bilancio familiare, riducendo il margine per soddisfare altre necessità fondamentali.
La casa non è più un supporto all’integrazione, ma un ostacolo al benessere.
La crisi abitativa ha conseguenze profonde, soprattutto sui giovani. Solo il 31% delle persone tra i 18 e i 34 anni vive in modo indipendente, e l’età media di uscita dal nucleo famigliare ha superato i 30 anni. Non poter accedere a un’abitazione limita l’autonomia, ritarda la formazione di una famiglia e rende difficile prendere decisioni sul lavoro, sugli studi o sulla mobilità. La conseguenza più profonda è che stiamo ritardando l’inizio della vita adulta, con un evidente pessimismo generazionale. Il 75% dei giovani ritiene che la propria situazione economica sarà peggiore di quella dei genitori, e la difficoltà di progettare il futuro in un contesto di precarietà e incertezza è crescente. La casa, in questo contesto, diventa un ostacolo per la costruzione di un progetto di vita stabile, con stress e frustrazione che si accumulano nel tempo.
Le risposte di Caritas e le politiche necessarie
Caritas Spagna chiede una politica abitativa stabile e continuativa, concepita a partire dal diritto alla casa anziché solo dal mercato. È indispensabile ampliare il patrimonio di alloggi pubblici e sociali in affitto per le famiglie più vulnerabili, così come quello di abitazioni a prezzi accessibili. Occorre mettere a disposizione le abitazioni vuote, intervenire sui prezzi nelle zone a forte pressione abitativa, controllare l’impatto degli affitti brevi e turistici, e rafforzare la prevenzione degli sfratti.
Non esiste un’unica misura miracolosa, ma un insieme coerente di politiche sociali.
Un esempio concreto è il programma “Un’abitazione, una casa”, realizzato in 68 Caritas diocesane tra il 2023 e il 2025, che ha permesso di aiutare direttamente oltre 42mila persone e di arrecare beneficio a più di 60mila. Esistono anche esperienze di mediazione con i proprietari, come il programma “Caseros Solidarios”, rivolto a famiglie che possono pagare un affitto ma incontrano ostacoli nell’accesso al mercato. Tuttavia, Caritas sottolinea che non può sostituire una politica pubblica per la casa, ma può accompagnare, prevenire la perdita di un’abitazione o facilitare una transizione.
La crisi abitativa in Spagna richiede una risposta strutturata e duratura, che tenga conto delle esigenze delle famiglie più vulnerabili e che non si limiti a interventi episodici. Solo con una politica sociale coerente e finanziamenti sufficienti si potrà affrontare un problema che ha profonde implicazioni per la vita quotidiana e il benessere delle persone.
