Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico

Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico

Medici privati e strutture pubbliche in competizione, con lo Iov che privilegia il pubblico
Medici privati e strutture pubbliche in competizione, con lo Iov che privilegia il pubblico

La sanità veneta registra un aumento significativo delle prestazioni a pagamento, con un trend che vede la libera professione superare in alcuni settori l’attività istituzionale pubblica. A Padova, in particolare, la crescita delle visite private si accompagna a una stretta regionale sui controlli, mentre lo Iov si conferma l’unica struttura che privilegia il canale pubblico. I dati, riferiti al biennio 2024-2025, mostrano un quadro complesso, con un forte incremento delle prestazioni private e un’attenzione crescente da parte della Regione per evitare abusi.

Un trend a due velocità in tutta la Regione

La provincia di Padova, come tutta la Regione, mostra una risposta del territorio a due velocità. Mentre in alcuni ambiti la libera professione si espande, in altri, come lo Iov, si osserva un ridimensionamento delle prestazioni a pagamento. La Regione ha introdotto nuove regole per garantire l’equilibrio tra i due sistemi, con un focus particolare sulla prevenzione degli abusi. La commissione paritetica regionale per l’Alpi ha stabilito che l’attività privata deve essere programmata annualmente e non può competere con i servizi istituzionali.

La libera professione si espande in settori chiave. I dati evidenziano un forte aumento delle prestazioni a pagamento, soprattutto nella diagnostica per immagini e nelle prime visite. Le visite cardiologiche, ad esempio, superano le 12.672 prestazioni totali erogate attraverso le libere professioni. Anche le visite oculistiche mostrano un divario significativo, con 16.362 prestazioni private a fronte di 3.490 accessi in regime istituzionale. Nell’Ulss 6 Euganea, i ricoveri chirurgici privati sono aumentati nel biennio da 105 a 162, pur rimanendo sotto la media regionale.

Lo Iov: l’unica eccezione che privilegia il pubblico

Lo Iov, l’Istituto Oncologico Veneto, rappresenta l’unica eccezione in tutta la Regione. Mentre la libera professione si espande, lo Iov ha ridotto le prestazioni a pagamento, privilegiando il canale pubblico per garantire tempestività e qualità nel trattamento delle patologie tumorali. Nel 2025, le dimissioni in libera professione sono crollate da 112 a 76 casi, riducendo l’indice di solvenza dallo 1,20% allo 0,78%. Questa scelta riflette una strategia per proteggere il paziente e garantire un accesso equo ai servizi sanitari.

La Regione intensifica i controlli per evitare abusi. A fronte di dati complessivi che vedono il Veneto registrare un totale di 518.250 prestazioni Alpi a fronte di 111.264 prestazioni pubbliche, la Regione ha attivato una stretta sui controlli. Gli uffici aziendali monitorano eventuali sbilanciamenti e possono applicare sanzioni ai medici che violano le normative. La sospensione immediata dell’esercizio della libera professione è una conseguenza possibile per chi non rispetta i limiti stabiliti. La gestione del sistema sanitario rimane un tema cruciale, con un equilibrio sempre più delicato tra innovazione e accesso universale ai servizi. La Regione ha registrato un totale di 518.250 prestazioni Alpi a fronte di 111.264 prestazioni pubbliche. Questi dati hanno spinto la Regione a intensificare i controlli, con l’obiettivo di evitare un’espansione eccessiva della libera professione a scapito del sistema pubblico.