Ceuta, intelligence spagnola segnalò attività su social prima dell’ondata migratoria

Intelligence spagnola avvisò su attività social prima dell’ondata migratoria a Ceuta

Autorità spagnole segnalano attività su gruppi WhatsApp prima dell'ondata migratoria a Ceuta
Autorità spagnole segnalano attività su gruppi WhatsApp prima dell’ondata migratoria a Ceuta

La intelligence spagnola ha segnalato all’avvicinarsi della Festa del Trono marocchina l’esistenza di attività su gruppi WhatsApp che organizzavano un ingresso in massa a Ceuta, un mese prima che migliaia di migranti attraversassero la frontiera. I documenti declassificati rivelano che il Centro nazionale di Intelligence (Cni) aveva già avvisato il governo e le forze di sicurezza del rischio, ma non aveva previsto l’ampiezza dell’ondata. L’evento, che ha visto l’ingresso di oltre 72mila persone, si è verificato il 30 e 31 luglio, con il 90% dei migranti che ha poi rientrato in Marocco.

Segnalazione anticipata su gruppi social

Il 29 luglio, il Cni ha inviato una comunicazione urgente alla Delegazione del governo a Ceuta, alla Guardia Civil e alla Polizia Nazionale, segnalando due gruppi WhatsApp che avevano circa 180mila follower. Uno dei gruppi, denominato “Assaltare Ceuta”, contava circa 160mila utenti, mentre l’altro aveva 22mila. La segnalazione indicava l’intenzione di un ingresso in massa durante la Festa del Trono marocchina, un evento che ha visto un aumento significativo del traffico di persone. Le autorità spagnole avevano già avvertito del rischio, ma non avevano previsto l’ampiezza dell’ondata.

Intelligence marocchina non reagì

La stessa informazione è stata trasmessa anche ai servizi segreti marocchini, tra cui la Direzione Generale di Vigilanza del territorio (Dgst) e la Direzione Generale di Studi e Documentazione (Dged). Tuttavia, le fonti citate da Efe sottolineano che le autorità marocchine non hanno reagito in modo adeguato. I documenti segnalano una condotta “passiva” delle autorità marocchine, che non hanno agito per bloccare l’ingresso di migranti. La situazione è peggiorata nel giro di poche ore, con migliaia di persone che hanno attraversato la frontiera. La Guardia Civil e la Polizia Nazionale hanno rilevato un “cambio di atteggiamento” da parte di Rabat, con un ridotto controllo della frontiera. Il 29 luglio, la polizia aveva già segnalato una “possibile temporanea riduzione del controllo della frontiera marocchina”. Dopo l’ingresso in massa, le forze di sicurezza hanno definito l’emergenza come un “evento migratorio di massa” con un “rischio di collasso estremo” previsto “nell’immediato”.

Moncloa: allerta non formale

Secondo una nota diffusa dalla Moncloa, l’allerta del Cni non era formale e non aveva mai allertato di arrivi in massa. L’informazione era limitata a una segnalazione relativa a movimenti sui social, come molte altre. Le fonti governative affermano che non è stato inviato alcun avviso formale alla catena di comando né a membri dell’esecutivo. Il governo spagnolo sostiene che, se il rischio fosse stato ritenuto reale, l’informazione sarebbe stata trasmessa ai vertici dell’intelligence e, di conseguenza, alla ministra della Difesa e al presidente del governo.

Le autorità spagnole hanno ribadito che l’informazione non indicava un pericolo paragonabile a quanto si è verificato successivamente. L’ondata migratoria ha visto l’ingresso di oltre 70mila persone, con il 90% che ha rientrato in Marocco. La situazione ha messo in evidenza le complessità delle dinamiche migratorie e la necessità di una collaborazione più stretta tra le autorità spagnole e marocchine per gestire le emergenze future.