50mila migranti marocchini si spostano verso Ceuta dopo fake news sui social

50mila migranti marocchini si spostano verso Ceuta dopo fake news sui social

Migranti marocchini si spostano verso Ceuta dopo fake news sui social
Migranti marocchini si spostano verso Ceuta dopo fake news sui social

Il 30 luglio 2026, circa 50mila persone hanno attraversato il confine tra Marocco e Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana, dopo la diffusione di un post sui social che annunciava l’apertura delle porte in Spagna. L’ondata di migranti, registrata tra l’alba di giovedì e la sera di venerdì, ha causato un grave impatto sulla situazione di frontiera, con almeno 84 vittime annegate nel tentativo di raggiungere a nuoto la riva spagnola. Il ministero dell’Interno spagnolo ha riportato il rimpatrio di 48mila persone entro la sera del 31 luglio.

La diffusione di fake news sui social

Il post, circolato su piattaforme social, ha alimentato l’idea che la Spagna avesse aperto le porte ai migranti. I video mostravano persone che nuotavano da Fnideq, una città marocchina a ridosso della frontiera, verso le coste di Ceuta. I messaggi accompagnati ai video dicevano «la Spagna è una porta aperta». La fonte di questa diffusione era una sentenza della Corte Suprema spagnola pubblicata l’8 luglio 2026, che ha modificato le procedure di espulsione per chi arriva via mare. La sentenza non ha aperto le porte, ma ha stabilito che i respingimenti immediati non possono essere applicati a chi arriva via mare e devono seguire il canale ordinario, più lento. Questo ha creato una distorsione nella percezione pubblica, alimentando l’idea che la Spagna fosse aperta ai migranti. La Guardia Civil continua a recuperare corpi nell’area del frangiflutti di Tarajal.

Le motivazioni dei migranti

La maggior parte dei migranti ha dichiarato di voler trovare lavoro o guadagnare denaro. Alcuni hanno espresso l’intenzione di giocare a calcio in Europa, mentre altri hanno semplicemente voluto vedere l’Europa, almeno per un giorno. Una donna, Fatima Zahra, ha raccontato ad AFP di aver sentito la notizia mentre lavorava a Tangeri e di essere partita d’impulso con i colleghi: «Ci siamo detti: andiamo là per lavorare, proviamo la fortuna anche noi». Quasi nessuno aveva pianificato il viaggio, e la decisione era stata spontanea, presa dopo aver visto qualcun altro farlo online.

Un ulteriore fattore contingente potrebbe aver amplificato l’ondata di arrivi: la data del 30 luglio coincideva con la festa nazionale del ventisettesimo anniversario dell’ascesa al trono di re Mohammed VI in Marocco. I controlli alla frontiera erano più laschi del solito, permettendo ai migranti di approfittarne per spostarsi in massa verso Fnideq. Le autorità marocchine non hanno aperto deliberatamente il confine, ma alcuni migranti hanno descritto scene in cui hanno travolto e sopraffatto i poliziotti marocchini che cercavano di fermarli.

Il governo spagnolo ha accusato le mafie dei trafficanti di aver sfruttato la sentenza per diffondere una lettura distorta sui social. Pedro Sánchez ha parlato di una «violazione dell’integrità territoriale della Spagna» e ha annunciato il dispiegamento di boe nel frangiflutti del Tarajal per creare una barriera fisica in mare, permettendo i respingimenti immediati anche agli arrivi a nuoto. La Guardia Civil continua a recuperare corpi nell’area del frangiflutti di Tarajal, dove si registrano numeri elevati di vittime. La situazione ha creato tensioni e momenti di delinquenza, con alcuni migranti che hanno rubato vestiti stesi fuori ad asciugare o cercato di aprire negozi chiusi per trovare cibo e acqua.