Assalto No Tav al cantiere di Chiomonte, 60 agenti feriti. Meloni: “Lo Stato non cede
Centinaia di antagonisti incappucciati assaltano il cantiere Torino-Lione. Scontri violenti il 25 luglio: 60 feriti tra le forze dell’ordine, quattro mezzi a fuoco. Meloni: “Violenza non piegherà lo Stato”.

Violenti scontri tra antagonisti e forze dell’ordine il 25 luglio al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte. Circa 500 persone incappucciate o a volto coperto hanno lanciato un assalto al sito progettuale, utilizzando pietre, bombe carta e bottiglie incendiarie contro gli agenti di polizia. Il bilancio dell’operazione è di 60 feriti tra le forze dell’ordine, mentre quattro mezzi della polizia hanno preso fuoco durante gli scontri. La premier Giorgia Meloni ha commentato l’episodio affermando che “la violenza non piegherà lo Stato”.
La dinamica dell’assalto al cantiere
Secondo quanto riportato da adnkronos.com, l’azione dei manifestanti antagonisti si è sviluppata con una progressione di escalation. Il gruppo di circa 500 persone ha impiegato tecniche di guerriglia urbana, lanciando in rapida successione pietre e oggetti contundenti verso i cordoni di protezione delle forze dell’ordine. Le bombe carta e le bottiglie incendiarie rappresentavano il livello più critico dell’aggressione, creando situazioni di immediato pericolo sia per gli agenti che per le strutture presenti nell’area del cantiere.
L’incendio di quattro veicoli della polizia evidenzia l’intensità degli scontri e la determinazione di chi ha organizzato l’assalto nel creare il massimo danno e disordine. Le forze dell’ordine hanno impiegato lacrimogeni per contenere l’avanzata dei manifestanti e per disperdere i gruppi organizzati che tentavano di occupare fisicamente il cantiere della Torino-Lione.
Il contesto della protesta No Tav
L’operazione di Chiomonte rientra nel filone di proteste contro il progetto dell’alta velocità Torino-Lione, portato avanti dagli ambienti del movimento No Tav. Sebbene la stragrande maggioranza dei manifestanti contrari all’opera utilizzi canali di protesta legittimi e non violenti, la componente antagonista continua a ricorrere a forme di azione diretta e scontro fisico con le forze dell’ordine.
L’assalto del 25 luglio rappresenta un’escalation significativa in termini di violenza organizzata, sia per il numero dei partecipanti che per la varietà e la pericolosità degli oggetti utilizzati. La presenza di incappucciamenti sistematici e di coordinamento nelle azioni suggerisce un’organizzazione non spontanea, ma strutturata per provocare scontri ad alta intensità con gli agenti di sicurezza.

La gestione dell’ordine pubblico in questa occasione ha richiesto il dispiegamento di forze significative. I 60 feriti tra la polizia, sebbene non letali stando ai dati disponibili, indicano la violenza fisica a cui gli agenti sono stati sottoposti durante l’operazione. Secondo adnkronos.com, gli scontri si sono protratti nel corso della giornata, alimentati dalla determinazione del gruppo antagonista di mantenere l’occupazione del cantiere.
La reazione del governo
La premier Meloni ha commentato l’accaduto con una dichiarazione di principio sulla risposta dello Stato alla violenza. L’affermazione secondo cui “la violenza non piegherà lo Stato” rappresenta un messaggio di fermezza e di continuità nell’esecuzione dei progetti infrastrutturali, nonostante la resistenza armata proveniente da settori della protesta.
La posizione del governo riflette una scelta di continuità sulla linea della realizzazione della Torino-Lione, progetto che rimane centrale nella strategia di collegamento ferroviario europeo. La dichiarazione della premier sottolinea il rifiuto della tattica della violenza come mezzo per influenzare le decisioni dello Stato.
L’episodio di Chiomonte del 25 luglio rimane emblematico delle tensioni che circondano progetti infrastrutturali su larga scala in Italia, dove la opposizione di minoranze organizzate può assumere forme di conflitto con le forze dell’ordine. La questione della sicurezza nei cantieri strategici e della protezione del lavoro dei poliziotti continua a rappresentare un tema centrale nel dibattito pubblico sulla convivenza tra protesta legittima e mantenimento dell’ordine.
