L’Europa lancia una costellazione di satelliti per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti
L’Europa punta su una costellazione di satelliti per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e rafforzare la sovranità spaziale.

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L’Europa ha annunciato di voler lanciare una propria costellazione di satelliti, un passo significativo per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e rafforzare la sua autonomia in materia di sicurezza e comunicazioni. Il progetto, denominato IRIS², prevede l’aggiunta di 66 satelliti a partire dal 2029, portando il totale a 348 unità distribuite tra orbite basse e medie. L’obiettivo principale è garantire una comunicazione critica per governi e forze militari nell’Unione Europea, in modo autonomo e resiliente. Questo progetto segna un cambiamento nella strategia europea, che mira a diventare un attore autonomo nello spazio, nonostante le sfide legate alla complessità e alla gestione di grandi progetti.
Un progetto di sovranità spaziale
La costellazione IRIS² rappresenta un’importante iniziativa di sovranità spaziale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da operatori commerciali come Starlink. L’Europa ha riconosciuto che i satelliti sono fondamentali per la sicurezza del XXI secolo, e non si può contare solo su aziende private. La gestione del progetto è affidata al SpaceRISE, un consorzio formato da aziende europee come SES, Eutelsat e Hispasat, insieme all’Europa stessa. Il progetto è finanziato attraverso contratti governativi, con il coinvolgimento di Stati membri come Spagna, Polonia e Ungheria, che stanno guidando l’implementazione.
Il progetto IRIS² inizierà con un’implementazione graduale, con un focus su un servizio di backup in caso di interruzione delle comunicazioni normali. I satelliti saranno distribuiti in orbite basse e medie, con l’obiettivo di coprire aree più ampie e meno congestionate. La scelta di utilizzare orbite medie, come quelle dei satelliti GPS, permette una maggiore copertura e una minore densità di satelliti. Nonostante l’ambizione, il progetto rimane un’opzione secondaria rispetto a sistemi come Starlink, ma rappresenta un passo importante per l’indipendenza europea nello spazio.
Un’alternativa alla dipendenza dagli Stati Uniti
La decisione dell’Europa di sviluppare una propria infrastruttura spaziale segue un contesto di distacco crescente con gli Stati Uniti. Il governo americano, in particolare durante l’amministrazione Trump, ha mostrato un atteggiamento non sempre collaborativo, con dichiarazioni di tipo provocatorio su territori come la Groenlandia. Questo ha portato a un’incertezza tra gli alleati, alcuni dei quali hanno annullato acquisti di aerei F-35. Per l’Europa, il progetto IRIS² è un modo per ridurre questa dipendenza e costruire capacità spaziali indipendenti.
Nonostante i limiti, l’Europa sta finalmente iniziando a prendere iniziative concrete per diventare un attore di rilievo nel settore spaziale. La realizzazione di una costellazione di satelliti autonomi non è un compito facile, soprattutto per un continente che ha sempre visto gli Stati Uniti come partner principale. Tuttavia, l’Europa sta cercando di superare questa dipendenza, anche se con ritmi lenti e sfide significative. La sovranità spaziale è un obiettivo chiave per l’Europa. L’Europa ha riconosciuto che i satelliti sono fondamentali per la sicurezza del XXI secolo, e non si può contare solo su aziende private. Il progetto IRIS² è un passo significativo verso l’autonomia europea nello spazio.
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