USA i droni per proteggere i helicópteri: EEUU punta su un “guardaespaldas” autonomo
EEUU sviluppa un dron autonomo per proteggere i helicópteri in guerra, in risposta alle minacce di drone e missili.

La guerra in Ucraina ha messo in luce i limiti della protezione dei helicópteri moderni, spingendo gli Stati Uniti a cercare soluzioni innovative per salvaguardarli. Un progetto di Anduril Industries, un’azienda statunitense specializzata in tecnologie militari, propone un dron autonomo, chiamato Thunder, che agirebbe come “guardaespaldas” per i velivoli da combattimento. Questo sistema, pilotato da intelligenza artificiale, potrebbe ridurre i rischi per i piloti e aumentare la capacità di attacco delle unità aeree.
Un dron autonomo per accompagnare i helicópteri
Il Thunder è un dron di grandi dimensioni, in grado di decollare e atterrare verticalmente, simile a un elicottero, ma con capacità di volo aerea come un aereo. È stato presentato al Salone Aeronautico di Farnborough e rappresenta un passo avanti nella collaborazione tra aerei pilotati e droni autonomi. Anduril ha spiegato che il suo obiettivo è far sì che le macchine assumano parte del rischio che finora era sostenuto dai piloti, permettendo loro di concentrarsi su missioni critiche senza dover affrontare le minacce più dirette.
Il Thunder è dotato di un’armamento modulare che può includere missili, effetti esplosivi e sistemi di difesa contro i droni. Inoltre, il dron è in grado di operare autonomamente, gestendo aspetti come la rotta, la velocità e la navigazione anche in condizioni di degrado delle comunicazioni o del GPS. Il software Lattice for Mission Autonomy permette al Thunder di adattarsi a situazioni complesse, mantenendo la capacità di operare in ambienti ostili. Questo sistema potrebbe essere particolarmente utile in scenari di guerra, dove i velivoli da combattimento sono esposti a minacce come missili portatili e droni di piccola taglia.
Un sistema di difesa avanzato per i velivoli da combattimento
Il Thunder è in grado di trasportare fino a 10 missili aria-superficie, 16 effetti esplosivi o 76 coetesi di 70 mm, con la possibilità di integrare anche sistemi di difesa contro i droni. Inoltre, il dron può ospitare fino a 12 interceptor antidrone nel suo morro. La sua configurazione modulare permette di adattarlo a diverse missioni, come il trasporto di armamenti, la guerra elettronica o la logistica. Il Thunder è classificato nel Gruppo 5 della classificazione statunitense delle aeronavi non pilotate, riservato a apparecchi di oltre 600 kg.
Il progetto è ancora in fase di prototipo e non è ancora in produzione. Anduril prevede che il Thunder possa volare per la prima volta nel 2027 e iniziare la produzione entro il 2029 o il 2030, a seconda della disponibilità di clienti. La strategia di Anduril si allinea con l’approccio “Affordable Mass” degli Stati Uniti, che mira a produrre sistemi più economici e numerosi, in grado di essere utilizzati in aree dove la perdita di un velivolo pilotato sarebbe troppo costosa. Nonostante i progressi, il Thunder non è ancora in uso e richiederà ulteriori test e approvazioni. Mentre l’industria militare si orienta verso soluzioni più automatizzate, il ruolo dei piloti rimane cruciale, ma sempre più supportato da tecnologie come il Thunder. La guerra in Ucraina ha dimostrato come i velivoli da combattimento siano vulnerabili, e il progetto di Anduril potrebbe rappresentare una risposta concreta a questa sfida.
Il Thunder potrebbe triplicare la munizione disponibile in una missione senza mettere in pericolo piloti aggiuntivi.
La collaborazione tra aerei pilotati e droni autonomi sta diventando una realtà sempre più concreta.
