Allarme per Ceuta, 007 spagnoli: credibile il tam-tam su un nuovo assalto
Allarme per Ceuta, 007 spagnoli: credibile il tam-tam su un nuovo assalto

La tensione si fa sempre più palpabile a Ceuta, con gli 007 spagnoli del Centro nazionale d’intelligence che segnalano un “tam-tam pienamente credibile” su un possibile nuovo assalto di migranti all’exclave. I servizi segreti monitorano da giorni le reti sociali e digitali, dove si diffondono messaggi che potrebbero anticipare l’effetto sorpresa di un’azione di gruppo. A Bruxelles, la Commissione europea ha confermato un’attenzione elevata intorno al 15 agosto, data in cui si teme un ulteriore ondata di ingressi irregolari. La situazione, già drammatica dopo l’esodo di circa 72mila persone nel luglio scorso, si presenta come una crisi che potrebbe ripetersi.
Emergenza umanitaria e risorse in campo
Secondo il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, la città autonoma ospita “fra le tremila e le cinquemila persone” e i centri di accoglienza sono “al collasso”. L’emergenza umanitaria, definita “di enorme portata”, vede i minori e gli adulti in condizioni critiche. I dati ufficiali segnalano 80 vittime spagnole e 11 marocchini, mentre Ong come Caminando Fronteras parlano di circa 142 persone annegate. La comunità locale, divisa tra solidarietà e paura, vive un momento di profonda incertezza. Nel quartiere di Los Rosales, residenti come Sabah Hamed distribuiscono ogni giorno oltre 400 pasti e beni di prima necessità ai ragazzi nascosti per paura dei rimpatri.
Disinformazione e propaganda estrema destra
La situazione è ulteriormente complicata da una campagna di disinformazione, con canali come Pravda Spagna, collegati al Cremlino, che promuovono messaggi di estrema destra su Telegram. Questi canali diffondono la narrativa secondo cui il governo spagnolo avrebbe abbandonato la popolazione di Ceuta, alimentando tensioni sociali e polarizzazioni. La fondazione Maldita, specializzata in fact-checking, ha rilevato l’ampia diffusione di queste informazioni, che potrebbero influenzare le decisioni dei migranti. La Commissione europea ha denunciato l’amplificazione rapida di questa crisi da parte di canali russi, che hanno contribuito a creare un clima di insicurezza.
Il governo spagnolo, però, non si lascia prendere dal panico. Fonti del ministero dell’Interno hanno confermato all’ANSA di disporre di “tutte le risorse necessarie” per fronteggiare nuovi ingressi irregolari. A Ceuta sono dispiegati oltre 3.000 agenti di polizia, Guardia Civil e militari, con la possibilità di ulteriori rinforzi. L’obiettivo è anche la cooperazione con Rabat per fermare sul nascere eventuali partenze di massa dall’area di Fnideq. La comunità ceutì, una settimana dopo l’onda d’urto umana, è divisa tra solidarietà e la paura provocata dalle notizie di possibili nuovi arrivi.
Domenica, gli abitanti di Ceuta torneranno in piazza per chiedere risposte a una crisi che continuerà a segnare a lungo il presente e il futuro della frontiera più fragile d’Europa. La tensione, alimentata da un mix di disinformazione, emergenza umanitaria e risorse in campo, rimane alta, con il rischio di un ulteriore episodio che potrebbe ripetere la drammatica situazione del maggio 2021, quando in 48 ore entrarono 10mila persone nell’exclave iberica.
La comunità locale vive un momento di profonda incertezza.
La cooperazione con Rabat è cruciale per evitare partenze di massa.
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