Lavoratori in musei, ristoranti e litorale fiaccati dal caldo estremo

Lavoratori in musei, ristoranti e litorale in difficoltà per il caldo estremo. Denuncia sindacale su condizioni di lavoro insostenibili.

Lavoratori in musei, ristoranti e litorale affrontano condizioni di caldo estremo senza adeguati provvedimenti
Lavoratori in musei, ristoranti e litorale affrontano condizioni di caldo estremo senza adeguati provvedimenti

Il caldo estremo dell’estate 2026 ha messo in luce le fragilità di settori lavorativi non protetti da ordinanze regionali o divieti, come musei, ristoranti, stabilimenti balneari e vigilanza privata. La Filcams Cgil denuncia situazioni in cui i rischi climatici colpiscono anche al chiuso o in postazioni ferme, mettendo a rischio salute e incolumità dei lavoratori. La situazione, aggravata da precarietà e scarsa tutela, ha suscitato allarme tra i sindacati e i lavoratori, che chiedono misure immediate per garantire condizioni di lavoro sicure.

Condizioni di lavoro insostenibili in musei e ristoranti

Nelle strutture culturali e nei luoghi di accoglienza, il caldo ha raggiunto livelli insopportabili. Nei musei civici veneziani, come Palazzo Ducale, Museo Correr e Palazzo Fortuny, le temperature sono salite a 35 gradi con umidità superiore al 60%, creando ambienti insostenibili per chi vi opera. I lavoratori, spesso in appalto o in cooperative, affrontano turni lunghi in ambienti poco o per nulla climatizzati, con pause insufficienti e carichi di lavoro che non tengono conto dello stress termico.

Le condizioni di lavoro in musei e ristoranti sono diventate un problema di salute pubblica.

Nel settore del turismo e della ristorazione, la situazione non è migliore. Chi lavora in cucina, in sala, alle pulizie o in reception affronta ambienti non climatizzati, con temperature elevate e scarsa ventilazione. La Filcams Cgil ha sottolineato come il turismo non possa basarsi sulla sofferenza degli addetti, ma su condizioni di lavoro dignitose e sicure.

Il litorale e le guardie giurate in condizioni critiche

Sul litorale, a Jesolo, Bibione e Caorle, le condizioni sono particolarmente critiche. I bagnini e i lavoratori negli stabilimenti, negli hotel e nei servizi a ridosso della spiaggia restano spesso esposti al sole diretto, con uniformi poco adatte, postazioni spesso prive di ombreggiatura e scarsa possibilità di idratazione. Le guardie giurate, un settore spesso dimenticato, vivono una condizione di lavoro estenuante: turni prolungati, postazioni all’aperto o non climatizzate, e accesso limitato a pause e acqua fresca.

Le guardie giurate e i bagnini affrontano condizioni di lavoro estremamente critiche.

La Filcams Cgil ha chiesto misure specifiche per chi lavora al sole, come postazioni ombreggiate adeguate e protocolli anti-caldo immediati. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di rispettare la legge, come il Testo Unico sulla salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008), che obbliga i datori di lavoro a valutare i rischi climatici e a adottare misure concrete.

Chieste di interventi strutturali e di controllo

Il sindacato ha avanzato richieste concrete: pause aggiuntive retribuite, accesso continuo ad acqua fresca, rotazione del personale, rimodulazione degli orari nelle fasce critiche e verifica e manutenzione degli impianti di climatizzazione. Per il litorale, si chiede l’installazione di postazioni ombreggiate adeguate e misure specifiche per chi lavora al sole. Inoltre, si richiede il rispetto pieno degli obblighi di valutazione del rischio e di sorveglianza sanitaria, con attenzione ai lavoratori più fragili e precari.

Le richieste del sindacato mirano a garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.

La Filcams Cgil ha concluso che il turismo, il commercio, i musei e la sicurezza non possono esistere senza lavoratori. L’estate 2026 ha dimostrato che il cambiamento climatico non è un tema astratto, ma colpisce quotidianamente chi lavora. Il sindacato chiede interventi strutturali e controlli più rigorosi per proteggere i lavoratori in un periodo di estremi climatici.