Sostenibilità, l’artigianato lecchese al centro della transizione energetica

L’artigianato lecchese si conferma protagonista nella transizione energetica e sostenibilità, con un’incidenza del 82% nel settore delle fonti rinnovabili.

Artigiani lecchesi impegnati nella sostenibilità, riparazione e recupero di materiali in contesti montani e interni
Artigiani lecchesi impegnati nella sostenibilità, riparazione e recupero di materiali in contesti montani e interni

Le imprese artigiane della provincia di Lecco si confermano protagoniste nella transizione verso un modello sostenibile, con un’incidenza del 82% nel settore delle fonti rinnovabili e del 79,8% nell’economia circolare. Questi dati emergono dal focus lombardo del report “Quadro economico, mappe, immagini e dati”, elaborato dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. La sostenibilità, in questo contesto, non si costruisce solo attraverso grandi investimenti, ma attraverso scelte quotidiane e competenze tradizionali che si adattano alle nuove esigenze.

Un territorio a rischio e un sistema produttivo attivo

Il Lecchese, con il 10,3% della sua superficie esposta a pericolosità da frana elevata e una quota simile allagabile con alta probabilità, rappresenta un territorio in cui la sostenibilità è una priorità. Le micro e piccole imprese, che occupano quasi otto su dieci delle attività coinvolte nella protezione e nella cura del territorio, svolgono un ruolo essenziale. Sono loro a intervenire nella manutenzione degli edifici, nell’efficienza energetica, nella riparazione e nel recupero dei materiali, contribuendo a ridurre sprechi e consumi.

Le competenze artigiane si stanno evolvendo, trovando nuovi campi di applicazione nella transizione energetica, nel riuso e nella manutenzione. Questo non significa che il percorso sia concluso, ma dimostra come tradizione e innovazione non siano in contraddizione. La formazione, in particolare, rappresenta un’arma strategica per avvicinare i giovani al lavoro e favorire il passaggio di conoscenze tra generazioni. Nel 2024, il 36,6% delle imprese lecchesi ha realizzato attività formative, una quota superiore alla media regionale.

Relazioni, collaborazioni e inclusione

La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche la costruzione di relazioni e la condivisione di conoscenze. In provincia di Lecco, quasi la metà delle imprese con almeno tre addetti intrattiene rapporti strutturati con altre aziende, segno di un sistema produttivo basato su reti e collaborazioni. Inoltre, il Lecchese si colloca tra le province italiane con il livello più alto dell’Indice Confartigianato Youth Friendly, che misura la capacità dei territori di offrire opportunità alle nuove generazioni.

La transizione energetica e la sostenibilità richiedono un impegno concreto, che si traduce in investimenti, formazione e innovazione. La sostenibilità non è qualcosa che deve ancora arrivare nelle imprese artigiane: è già presente nel loro modo di lavorare, nella capacità di riparare invece di sostituire, di recuperare materiali, di migliorare l’efficienza degli edifici e di mantenere vivi servizi e competenze anche nei territori più fragili. Questo non significa che il percorso sia concluso. Al contrario, le sfide ambientali, tecnologiche e demografiche ci chiedono di accelerare. Il report sottolinea inoltre come Lecco rientri nel gruppo delle province italiane con il livello più alto dell’Indice Confartigianato Youth Friendly, dedicato alla capacità dei territori di offrire opportunità alle nuove generazioni. La transizione sarà realmente sostenibile solo se saprà essere anche inclusiva. Accessibile alle piccole imprese e capace di generare valore per le comunità.