Ospedale Terni, il dibattito si polarizza tra centrosinistra e centrodestra

Il dibattito sull’ospedale di Terni si polarizza tra centrosinistra e centrodestra, con accuse di inadempienze e mancanza di soluzioni concrete.

Confronto tra forze politiche a Terni sul futuro dell’ospedale, con accuse e polemiche su progetti non realizzati
Confronto tra forze politiche a Terni sul futuro dell’ospedale, con accuse e polemiche su progetti non realizzati

Il dibattito sull’ospedale di Terni si polarizza

Il dibattito sull’ospedale di Terni si polarizza tra centrosinistra e centrodestra, con accuse di inadempienze e mancanza di soluzioni concrete. La situazione, che ha visto l’approvazione di un atto d’indirizzo da parte del centrodestra e di Alternativa Popolare, ha alimentato tensioni tra le forze politiche. Il Patto Avanti, invece, ha espresso critiche forti, sostenendo che le proposte non sono state realizzate e che il dibattito non ha portato a risultati tangibili. La giunta regionale, a detta di alcuni esponenti, ha ridotto da 8 a 4 le possibili location per il nosocomio, senza dare risposte concrete.

La mancanza di soluzioni concrete ha alimentato il dibattito. Nei cinque anni della Giunta Tesei, sono state esaminate due proposte di project financing, entrambe bocciate per motivi tecnici e finanziari. La prima fu dichiarata non fattibile nell’agosto 2023, la seconda nel settembre 2024. Non fu il centrosinistra a respingere le proposte, ma i tecnici e gli organismi di valutazione nominati dalla stessa Giunta Tesei. Il progetto non comprendeva neppure le dotazioni indispensabili per un ospedale moderno, come attrezzature sanitarie, arredi e sistemi di logistica. Un esempio di incompetenza imbarazzante, affermano le forze politiche del Patto Avanti.

Il sindaco e la governatrice si accusano

Il sindaco Stefano Bandecchi ha chiesto al Comune i circa 180 milioni derivanti dalla manovra fiscale regionale, sostenendo che con quelle risorse avrebbe costruito l’ospedale in quattro anni. Tuttavia, non ha accelerato il percorso e ha preferito sostituire il confronto istituzionale con manifestazioni e ultimatum. Anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale ha definito la presidente della Regione Stefania Proietti una “bugiarda seriale”, anziché presentare il progetto alternativo promesso. La differenza con il passato è semplice: oggi esiste un Documento di fattibilità delle alternative progettuali, che ha valutato otto soluzioni considerando funzionalità sanitaria, costi, tempi, accessibilità e aspetti ambientali.

Le accuse di inadempienze sono state rivolte a entrambe le parti. Il Patto Avanti ha sottolineato che il metodo del centrosinistra proposto dalla governatrice Stefania Proietti è stato buono solo a dividere la città sulle possibili soluzioni, quando non c’è nessuna certezza sulla realizzazione dell’ospedale. La giunta regionale deve assumersi le proprie responsabilità, non alimentare un inutile dibattito che in sette mesi ha solo ridotto da 8 a 4 le possibili location per il nosocomio. Il sindaco non ha accelerato il percorso, ma lo ha reso più conflittuale e confuso, sostituendo il confronto istituzionale con manifestazioni, insulti e ultimatum.

Il sito definitivo non è stato ancora scelto e proprio per questo si aprirà il confronto pubblico. Sabbione è risultata prima nella graduatoria tecnica, seguita da Campitello e dalla soluzione integrata di Colle Obito. Presentare Sabbione come una decisione irrevocabile è falso, come pure descriverla come una proposta arbitraria e priva di valutazioni. Il nuovo ospedale di Terni deve diventare uno dei poli sanitari più moderni e attrattivi del Centro Italia. Il percorso va controllato, migliorato e accelerato, non sabotato da chi ha già fatto perdere alla città cinque anni.