Gli equidi in Italia: un sistema di sfruttamento che non può più essere tollerato

Animal Equality lancia una proposta di legge per porre fine alla macellazione degli equidi in Italia

Cavalli in macello, animali in sofferenza, sistema di sfruttamento, Italia
Cavalli in macello, animali in sofferenza, sistema di sfruttamento, Italia

Animal Equality, in collaborazione con la Fondazione Islander, ha avviato una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare volta a porre fine alla macellazione degli equidi in Italia. Gli equidi, in un Paese dove sono gli unici animali a poter essere registrati come DPA (destinati alla produzione alimentare) o non DPA, vivono in un sistema che li sfrutta per tutta la vita e li uccide in modo crudele. La proposta di legge rappresenta un passo cruciale per garantire loro le tutele dovute e per rispettare i diritti degli animali, come dichiarato in Costituzione.

Un sistema che privilegia il profitto e non la dignità degli animali

In Italia, la classificazione DPA per gli equidi è una scelta irreversibile che determina il loro destino. Tuttavia, numerose inchieste della magistratura e interventi delle forze dell’ordine dimostrano che molti cavalli anziani, malati o a fine carriera finiscono comunque nei circuiti della macellazione, spesso in violazione delle norme. Questo sistema, che privilegia il profitto, crea un forte incentivo economico a destinare gli equidi alla macellazione anziché garantirgli una fine dignitosa. La sofferenza degli animali non è mai considerata, né rispettata.

Una recente inchiesta realizzata da Animal Equality, in collaborazione con veterinari, ha rivelato gravi abusi e violazioni delle norme europee sul benessere animale all’interno del macello equino Zerbini & Ragazzi, in provincia di Reggio Emilia. Tra i 50 e i 70 cavalli vengono macellati a settimana, spesso in condizioni di sofferenza. Le immagini raccolte mostrano cavalli lasciati nei box o legati nelle stalle per giorni, abbandonati nei loro stessi escrementi, e animali picchiati in violazione delle norme. Questi fatti, accaduti tra 2024 e 2025, dimostrano come il sistema non rispetti i diritti degli animali, nonostante l’azienda si presenti come un esempio di buone pratiche.

Un pubblico che non consuma carne di cavallo e che si empatizza con gli animali

Secondo una ricerca Ipsos, del 92% dei consumatori di carne a livello nazionale, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese. L’83% degli intervistati dichiara invece di non consumarla affatto, con il 73% che prova empatia per questo animale e lo considera alla pari di cani e gatti. Questi dati dimostrano che il pubblico italiano è pronto a cambiare la propria visione e a dare maggiore tutela agli equidi. La proposta di legge di iniziativa popolare chiede di fermare una volta per tutte la macellazione e la sofferenza degli equidi, come primo e cruciale passo in questa direzione.

La proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Animal Equality, chiede un rafforzamento della tutela e del riconoscimento delle garanzie riservate finora agli animali d’affezione, una protezione normativa degli equidi lungo tutta la catena e l’ampliamento delle tutele per gli equidi a fine carriera. È doveroso specificare che legale non è sinonimo di giusto: gli animali infatti vengono costretti a tratte di viaggio estremamente lunghe, incompatibili con la loro etologia e con i più basilari requisiti di benessere animale, con gravi ripercussioni sulla loro salute, come ha ribadito in numerosi pareri scientifici anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

La sofferenza degli equidi non può più essere tollerata.

Il pubblico italiano è pronto a cambiare la propria visione.