Risarcimento per Domenico, accordo tra famiglia e struttura ospedaliera
Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore danneggiato, riceve risarcimento. Famiglia e ospedale trovano un’intesa.

La famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli, ha raggiunto un accordo per un risarcimento “congruo e dignitoso”. L’accordo, siglato tra i legali delle due parti, prevede un importo che dovrebbe sfiorare il milione e mezzo di euro, a fronte di una richiesta iniziale di tre milioni. La cifra, protetta da un accordo di riservatezza, tiene conto del numero di beneficiari, che comprende genitori, due nonni e due fratellini.
Accordo non implica ammissione di responsabilità
L’avvocata Raffaella Di Nardo, rappresentante dell’Azienda ospedaliera dei Colli, ha sottolineato che l’accordo non costituisce un’ammissione di responsabilità. La struttura si riserva di agire in rivalsa verso chi sarà ritenuto responsabile in sede penale. La famiglia ha espresso soddisfazione per aver evitato un processo civile che avrebbe causato ulteriore dolore. Il legale dei Caliendo, Francesco Petruzzi, ha dichiarato di essere “pienamente soddisfatto” per questa soluzione.
Sette medici indagati per omicidio colposo
Sono sette i medici iscritti nel registro degli indagati della Procura di Napoli per omicidio colposo in concorso. Tra di loro, i due cardiochirurghi che hanno eseguito il trapianto a Napoli, Guido Oppido e Emma Bergonzoni, e la dottoressa Gabriella Farina, che ha eseguito l’espianto del cuore dal donatore in un ospedale di Bolzano. L’organo giunto a Napoli era irrimediabilmente danneggiato a causa dell’uso del ghiaccio secco al posto di quello naturale e di un box frigo ritenuto fuori dalle linee guida. Il prossimo 11 settembre è fissata l’udienza davanti ai giudici del Riesame per rivalutare la misura di interdizione professionale nei confronti dei due medici. Lo stesso giorno si terrà l’udienza davanti al gip che fisserà la data entro la quale dovranno essere consegnate le relazioni sull’incidente probatorio disposto sui due cuori, quello malato del bimbo e quello inutilizzabile da Bolzano. A quel punto i pm valuteranno il materiale raccolto per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio.
La mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, ha dedicato al figlio un libro intitolato “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare”. Il volume racconta chi era Domenico prima del ricovero e il dramma vissuto al Monaldi: l’attesa di un organo, la speranza per l’intervento, i dubbi sulla riuscita e la paura nel capire che qualcosa non era andato come doveva. Una ferita indelebile, così come il tatuaggio sul braccio sinistro della donna, con il profilo di un bimbo e la scritta: “Domenico. Il nostro guerriero”.
La donna ha commentato l’accordo dicendo: “La cifra, come ho sempre detto, non mi interessava, l’unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile”. Ieri è stato il suo onomastico e sono andata a trovarlo. Gli ha detto: “Amore di mamma, manca poco e inizia il processo, ci siamo quasi”. Quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno, anche se so che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio.
