Lavoro in Vista: quattro persone con disabilità visiva trovano opportunità a Cosenza

A Cosenza, un progetto ha aiutato quattro persone con disabilità visiva a trovare lavoro grazie a tirocini e formazione.

Quattro persone con disabilità visiva partecipano a tirocini aziendali a Cosenza
Quattro persone con disabilità visiva partecipano a tirocini aziendali a Cosenza

A Cosenza, un progetto innovativo ha permesso a quattro persone con disabilità visiva di trovare opportunità di lavoro grazie a percorsi formativi e tirocini. L’iniziativa, promossa da S.A.M. – Sicurezza Autonomia e Mobilità OdV, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Cosenza e la cooperativa sociale SocialNet, ha visto il coinvolgimento di quattro utenti in itinerari su misura di formazione e stage aziendali. L’obiettivo era abbandonare le barriere e restituire autonomia professionale, offrendo strumenti adeguati e occasioni concrete.

Formazione e tirocini su misura

Il progetto ha offerto corsi in tre ambiti: giornalismo, progettazione sociale e operatore amministrativo. Ogni partecipante ha seguito moduli teorici, esercitazioni e project work, grazie a materiali dedicati e supporto tifloinformatico. L’intero percorso è stato preceduto da una fase di ascolto e profilazione, volta alla definizione dei Piani Assistenziali Individualizzati. «All’inizio ero terrorizzato», racconta uno dei partecipanti. Non sapevo se sarei stato all’altezza. Alla fine ho scoperto che il problema non era la disabilità. Era che nessuno mi aveva mai insegnato a usare gli strumenti giusti.

Lo snodo centrale dell’esperienza è coinciso con l’avvio dei tirocini di inclusione sociale presso aziende e associazioni locali. I quattro tirocinanti hanno svolto attività presso Lionice S.r.l., Top Call S.r.l., Associazione PIEFFE e I.Ri.Fo.R. Queste realtà operative hanno integrato i partecipanti, assicurando tutoraggio e contesti professionali reali. «Il tirocinio è stata la parte più dura», racconta un altro partecipante. Ma anche quella che mi ha fatto capire che il lavoro non è un’idea astratta. È una cosa che puoi fare, se qualcuno ti dà una possibilità e ti mette nelle condizioni di riuscirci.

Opportunità reali e fiducia

«Abbiamo fatto le stesse cose degli altri. Con gli strumenti giusti. E con qualcuno che ci credeva», aggiunge un altro dei coinvolti. L’esperienza ha dimostrato che l’inclusione lavorativa si realizza non solo con strumenti adeguati, ma anche con fiducia e opportunità concrete. «Questi quattro ragazzi non avevano bisogno di compassione, ma di fiducia e occasioni concrete. Quando quelle occasioni sono arrivate, hanno dimostrato quanto potevano dare», sottolinea Giovanni Bilotti, presidente di SAM OdV.

La conclusione del progetto ha lasciato sul territorio un patrimonio di competenze, relazioni istituzionali e una rinnovata cultura dell’accessibilità. Per Bilotti, il valore del progetto sta proprio nella rete costruita: «Non basta dire che una persona con disabilità ha diritto al lavoro. Bisogna rendere quel diritto possibile. Servono imprese disponibili, formazione accessibile, professionisti preparati e istituzioni capaci di accompagnare davvero le persone». Il termine del percorso formale si trasforma così in una piattaforma di partenza per il futuro professionale dei beneficiari. «Non considero questa esperienza un punto di arrivo», conclude Bilotti. «Abbiamo aperto una porta che per troppo tempo è rimasta chiusa. Ora abbiamo il dovere di non richiuderla e di fare in modo che altre persone possano attraversarla». L’impatto personale sulle prospettive dei quattro tirocinanti si riassume nelle parole conclusive di uno di loro: «Prima non sapevo cosa aspettarmi dalla vita. Adesso so cosa voglio fare. E so che posso farcela».