Moussa Sangare ritratta la confessione nell’omicidio di Sharon Verzeni
Moussa Sangare ritratta la confessione nell’omicidio di Sharon Verzeni, processo in corso.

Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni ha visto un nuovo sviluppo con la ritrattazione della confessione da parte di Moussa Sangare, l’imputato che aveva ammesso di aver ucciso la donna. L’uomo, 31 anni, ha proclamato la sua innocenza durante un intervento spontaneo in aula, ribadendo la sua posizione in modo chiaro e diretto. La sua dichiarazione, accompagnata da un’analisi del suo avvocato difensore, ha suscitato reazioni forti tra i familiari della vittima e i legali della parte civile.
La confessione iniziale e la ritrattazione
Dopo circa un mese di indagini, gli inquirenti avevano fermato Moussa Sangare, che viveva in una casa occupata a Suisio e aveva raggiunto Terno d’Isola in bicicletta. Nella sua prima confessione, l’uomo aveva raccontato di aver scelto una vittima “a caso”, ma in realtà avrebbe incontrato due giovani uomini che lo avevano aiutato a individuare Sharon Verzeni. Secondo le sue parole, l’aveva vista camminare guardando le stelle e ascoltando la musica, sentendo un “feeling” che lo aveva spinto a aggredirla alle spalle con un coltello.
La confessione iniziale, però, è stata ritratta. L’uomo ha affermato di essere innocente e ha spiegato che la sua dichiarazione precedente era frutto di un momento di confusione o di pressione. La sua ritrattazione ha suscitato reazioni forti tra i familiari della vittima.
Le prove e la perizia psichiatrica
Per stabilire la sua capacità di intendere e volere al momento del delitto, sarà necessaria una perizia psichiatrica. La dottoressa Giuseppina Paulillo inizierà il suo lavoro il 1° aprile e avrà 90 giorni per depositare la sua relazione, che sarà discussa il 22 settembre con i consulenti di difesa e accusa.
La perizia, insieme alle prove e alle testimonianze, potrebbe aiutare a chiarire i fatti, al di là delle confessioni e delle ritrattazioni. Il coltello utilizzato nell’aggressione si sarebbe rotto, probabilmente a causa di un ostacolo come una costola della vittima. Prima dell’atto, l’imputato avrebbe detto a Sharon: “Scusa per quello che sta per succedere”, mentre le ultime parole della donna sarebbero state: “Perché? Perché? Perché?”.
Presente in aula il padre della vittima, Pietro Verzeni, che è apparso “molto scosso” dalle dichiarazioni dell’imputato. Il legale di parte civile, Luigi Scudieri, ha ribattuto che la famiglia sta soffrendo e che sentire queste cose la fa soffrire ancora di più. Secondo l’avvocato difensore, la ritrattazione dimostra la lucidità di Moussa Sangare.
Sharon Verzeni, 33 anni, era stata uccisa la notte del 30 luglio 2024 mentre faceva una passeggiata nel paese in cui risiedeva, Terno d’Isola, seguendo il consiglio del suo nutrizionista. L’omicidio, avvenuto in una sera tranquilla, ha scosso la comunità locale e ha acceso dibattiti su temi come la violenza e la responsabilità. La mossa di Sangare per lo sconto di pena, con l’affermazione di essere innocente, potrebbe influenzare il corso del processo, ma la verità resterà al vaglio della giustizia.
