Scottish woman found dead inside suitcase in Athens, Afghan man arrested
Afghan man arrested over death of Scottish woman found in suitcase in Athens

Una donna scozzese, Elisabeth-Jane Ross, è stata trovata morta all’interno di una valigia in un edificio abbandonato a Kypseli, nel centro di Atene, il 18 luglio. La polizia greca ha arrestato un uomo di 26 anni, originario dell’Afghanistan, sospettato di aver ucciso la donna e di averla lasciata nel luogo in cui il corpo è stato ritrovato. L’uomo, identificato come “partner” di un amico della vittima, è stato arrestato dopo che le autorità hanno raccolto prove che lo hanno accusato di aver trasportato il corpo in una discarica abbandonata. La vittima, 38 anni, era in Grecia da circa tre settimane e aveva soggiornato presso amici prima di andare in un appartamento in affitto a Exarchia.
Indagini e collaborazioni internazionali
Le indagini sono state condotte in collaborazione con le autorità britanniche e scozzesi, tra cui la National Crime Agency e la Polizia Scozzese. L’uomo è stato arrestato dopo che le autorità hanno analizzato le immagini di sorveglianza e hanno trovato prove che lo collegavano al caso. Secondo le fonti, l’uomo ha confessato di aver trovato il corpo della vittima in un bagno e di averlo portato in una discarica abbandonata. La polizia ha anche rivelato che l’uomo aveva utilizzato le carte di credito della vittima per prelevare denaro da diversi ATM, contribuendo a identificarlo. La polizia ha aperto un fascicolo penale contro un cittadino straniero per omicidio doloso, furto e possesso di armi illegali. Gli agenti hanno scoperto armi, alcune reali e altre finte, nel domicilio dell’indagato, situato nell’area di Kypseli, dove è stato trovato il corpo. L’uomo è stato portato in custodia il 30 luglio e ha confessato le proprie azioni. La collaborazione tra le autorità greche, britanniche e scozzesi ha permesso di accelerare l’indagine e di identificare il sospettato.
Dettagli sulla vittima e le circostanze del decesso
Elisabeth-Jane Ross, una volontaria in ambito caritativo, era in Grecia da circa tre settimane quando è stata trovata morta. Secondo le autorità, la donna è morta tra cinque e sette giorni prima che il suo corpo fosse ritrovato. La polizia ha riferito che non ci sono segni evidenti di ferite o lotta sul corpo, ma l’analisi iniziale ha rivelato un decesso non chiaro a causa della decomposizione avanzata. Le autorità hanno accelerato i test tossicologici e l’analisi dei tessuti per determinare la causa della morte.
La vittima aveva legami con il settore caritativo in Grecia e era figlia di un avvocato noto a Edimburgo. I suoi amici hanno descritto la donna come “un angelo pieno di innocenza e bontà”. Dopo la sua morte, fiori sono stati lasciati vicino al luogo in cui il corpo è stato trovato, con un messaggio che recita: “Qui giace un angelo”. La famiglia della vittima ha ricevuto supporto consolare dal Foreign Office britannico, mentre la Polizia Scozzese ha confermato di essere in contatto con le autorità greche.

La vittima aveva soggiornato presso amici a Keratsini, un sobborgo vicino al porto di Piraeus, fino al 10 luglio, giorno in cui è partita verso una destinazione ignota nell’Attica. Dopo aver lasciato la casa dei suoi amici, è andata in un appartamento in affitto a Exarchia, nel centro di Atene. La polizia ha riferito che la donna aveva detto ai suoi amici che il 15 luglio si sarebbe recata a Kypseli, dove si trovavano i suoi “amici” americani. La sua scomparsa è stata denunciata dopo che il suo corpo è stato trovato in una valigia in un edificio abbandonato.
Le indagini hanno rivelato che l’uomo aveva utilizzato le carte di credito della vittima per prelevare denaro da diversi ATM. Gli investigatori hanno analizzato le immagini di sorveglianza e hanno trovato prove che lo collegavano al caso. L’uomo è stato identificato grazie al suo uso delle carte di credito della vittima, che avevano permesso di tracciare le sue mosse. La polizia ha anche rivelato che il corpo era stato trovato in una valigia, avvolto in un panno, in un edificio in disuso a Kypseli. La vittima era stata in contatto con la sua famiglia attraverso messaggi che avevano descritto la sua volontà di stare da sola.
