Record di armi all’Italia al Marocco, Meloni primo in UE: le denunce dell’Opal
L’Italia supera Francia e Spagna nell’export di armi al Marocco, tensioni con Madrid e pressione diplomatica.

Nel biennio 2023-2024, l’Italia ha registrato un record di esportazioni di armi leggere verso il Marocco, diventando il primo Paese dell’Unione europea a raggiungere un volume di licenze approvate superiore ai 25 milioni di euro. L’informazione, diffusa dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal) di Brescia, mette in luce un incremento significativo rispetto a tutti i governi italiani dal 1998 a oggi, con un distacco netto rispetto alla Francia. Questo risultato si colloca in un contesto di crescente tensione tra l’Italia e la Spagna, in particolare a seguito del caso di Ceuta, dove migliaia di migranti hanno varcato il confine.
Armamenti e controllo delle frontiere
Le forniture di armi e sistemi militari al Marocco si intrecciano direttamente con i vuoti di controllo a Ceuta e la tensione con Madrid. L’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento (Uama) ha approvato nel 2023 l’invio di 35.000 pistole semiautomatiche Beretta e 10 carabine calibro 308, per un valore di circa 11,8 milioni di euro. Nel 2024, si è aggiunta la licenza a Leonardo S.p.A. per quattro torrette navali Forty Light, dal valore di 12,5 milioni di euro, e la fornitura di 1.700 fucili Benelli Supernova. Questi dati evidenziano un incremento di volume e complessità delle forniture, che si sposano con un rafforzamento del peso militare marocchino, sostenuto dagli Stati Uniti e da Israele.
Le forniture di armi potrebbero influenzare direttamente la capacità del Marocco di controllare i confini. L’analista di Opal Giorgio Beretta ha dichiarato che il governo dovrebbe smettere di autorizzare l’invio di armi al Marocco se intende veramente esercitare pressione sulle autorità di Rabat per un miglior controllo delle frontiere.
La reazione del governo e le opposizioni
La decisione del governo Meloni di sospendere il trattato di Schengen limitatamente ai cittadini extracomunitari ha suscitato reazioni forti da parte delle opposizioni. La segretaria del PD Elly Schlein e il Movimento 5 Stelle hanno definito la misura una scelta propagandistica, che potrebbe danneggiare i rapporti diplomatici con la Spagna. Inoltre, hanno ricordato che sotto l’attuale esecutivo di centrodestra sono stati autorizzati oltre trecentomila ingressi regolarizzati, mettendo in luce una politica migratoria che, secondo loro, non risponde alle esigenze di sicurezza ma si concentra su una strategia di comunicazione.
La misura adottata nei confronti di Madrid è vista come una scelta puramente propagandistica. Le opposizioni sostengono che questa politica potrebbe incrinare i rapporti diplomatici con la Spagna, senza migliorare effettivamente la situazione di controllo delle frontiere. Il rafforzamento del rapporto tra il Marocco, gli Stati Uniti e Israele si colloca in un contesto geopolitico più ampio, in cui il Marocco si posiziona come un alleato strategico per entrambi i Paesi. A seguito degli Accordi di Abramo e delle intese di cooperazione militare, aziende israeliane come Israel Aerospace Industries (IAI) e BlueBird Aero Systems stanno avviando la produzione locale di droni kamikaze SpyX nello stabilimento di Benslimane, oltre ad aver completato la consegna del sistema di difesa antiaerea Barak MX per 500 milioni di dollari.
Parallelamente, settori della destra statunitense legati a Donald Trump e think tank conservatori come l’American Enterprise Institute hanno espresso aperto sostegno alle rivendicazioni territoriali marocchine sulle enclavi spagnole. La crisi dei flussi migratori, in particolare a Ceuta, viene letta dagli osservatori come una leva di pressione diplomatica su Madrid, scaturita a seguito del recente riavvicinamento del premier spagnolo Pedro Sánchez all’Algeria e della posizione assunta sulla questione del Sahara Occidentale e sul Medio Oriente con il genocidio in atto a Gaza da parte di Israele.
