La città si ferma alle 10.25 per la 46esima volta | VIDEO

La città si ferma alle 10.25 per commemorare la strage di Bologna, 46 anni dopo. I familiari chiedono maggiore trasparenza.

Corteo in piazza per commemorare la strage di Bologna, 46 anni dopo. Partecipazione di politici e familiari
Corteo in piazza per commemorare la strage di Bologna, 46 anni dopo. Partecipazione di politici e familiari

Alle 10.25 di martedì 2 agosto 2026, la città si è fermata per la 46esima volta, come da tradizione, per commemorare la strage di Bologna del 2 agosto 1980, che causò la morte di 85 persone e ferì oltre duecento. L’evento, che si svolge in piazza Medaglie d’Oro, ha visto la partecipazione di migliaia di persone, tra cui dirigenti nazionali di partito, rappresentanti del governo e familiari delle vittime. La partecipazione, nonostante il caldo, è stata più ampia degli ultimi anni, con decine di gonfaloni e fasce tricolori provenienti da ogni parte d’Italia.

Un impegno giudiziario, non una ipotesi

Il sindaco Matteo Lepore, durante l’intervento dal palco, ha sottolineato l’importanza delle sentenze definitive degli ultimi anni, come quelle della Cassazione su Gilberto Cavallini nel gennaio 2025 e su Paolo Bellini poco dopo. Per lui, non si tratta di un’ipotesi giornalistica, ma di un accertamento giudiziario che ha rivelato una matrice neofascista, un ambito eversivo di destra e complicità che si sono estese fino ad apparati dello Stato e alla loggia P2. Lepore ha criticato chi, nella stampa e nella politica nazionale, continua a rimettere in discussione una sentenza passata in giudicato, chiedendosi se questo sia “dignitoso nei confronti del popolo italiano”.

Il passaggio politicamente più netto della mattinata è arrivato nel cortile di Palazzo d’Accursio, dove il presidente dell’associazione dei familiari Paolo Lambertini ha definito “particolarmente deludente” il lavoro della commissione Antimafia. Ha parlato di una rinuncia ad approfondire gli scenari indicati dagli atti processuali e ha fatto un nome: “Il ruolo di Stefano Delle Chiaie lo vogliamo indagare?”.

Un appello alla verità e alla memoria

La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di “infame strage neofascista” e ha rivendicato il sostegno all’associazione dei familiari, sottolineando che non si consentirà che si provi a riscrivere la storia fissata nelle sentenze. Schlein ha chiesto che quelle sentenze siano pubblicate e studiate a fondo e ha rilanciato la piena attuazione della legge sulle vittime. Dalla maggioranza è arrivato il messaggio del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che su Facebook ha definito quella del 2 agosto la peggiore strage della storia repubblicana: 85 vite spezzate e oltre duecento feriti in un attentato che ha segnato per sempre la Nazione.

Il presidente Sergio Mattarella, nel suo messaggio, ha definito il segno lasciato dalla strage inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani, esprimendo la gratitudine della Repubblica ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio, e ai familiari per il loro impegno. “Fare giustizia è vittoria della democrazia”, ha concluso il capo dello Stato. Per la prima volta al corteo con la fascia tricolore la sindaca di Genova Silvia Salis: “Possono sempre essere le 10.25 in questo paese”, ha detto a margine dell’evento, spiegando di non aver voluto mancare con il gonfalone della sua città. In piazza anche il sindaco di Bari, il senatore Marco Lombardo con l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, entrambi di Azione, la deputata del M5s Stefania Ascari e molti altri tra le decine di amministratori.