Vacanze e caro-vita: la metà degli italiani non va in vacanza, +18% in 4 anni

La metà degli italiani non va in vacanza, un aumento del 18% negli ultimi quattro anni per chi non può permetterselo.

Famiglie italiane non partono per vacanza a causa del caro vita, dati in aumento
Famiglie italiane non partono per vacanza a causa del caro vita, dati in aumento

Nel 2026, la metà degli italiani non va in vacanza, un dato in crescita del 18% negli ultimi quattro anni. Secondo Federalberghi, l’aumento del costo della vita, l’inflazione e i rincari generalizzati hanno ridotto la possibilità per molte famiglie di concedersi un periodo di riposo. L’anno scorso, il 27,5% dei cittadini dell’Unione europea non ha potuto sostenere la spesa per una settimana di ferie, un dato che in Italia si attesta al 35,7%, in aumento di 4,3 punti percentuali rispetto al 2024.

Un quadro economico in tensione

La motivazione principale per cui gli italiani non partono è economica. Secondo i dati di Federalberghi, il 52,8% delle famiglie non ha potuto sostenere le spese per le vacanze questa estate, un incremento rispetto al 48,8% del 2023. I problemi economici sono cresciuti nel tempo, con un aumento del 8,2% nel quadriennio della criticità economica. L’aumento del carburante, delle bollette e degli stipendi fermi ha reso sempre più difficile la scelta di andare in vacanza.

La situazione economica continua a pesare sulle famiglie italiane.

Il caro vita ha un impatto significativo, con un incremento del 68,8% del costo per dormire in albergo rispetto a un decennio fa. Questo dato, emerso da un’indagine del Centro di formazione e ricerca sui consumi, conferma l’effetto negativo sulle capacità economiche delle famiglie. Anche se il giro d’affari del turismo italiano è stimato a 43 miliardi di euro, il numero di chi non può permettersi una vacanza cresce.

Un’attenzione su chi non può partire

La crescita del numero di chi non va in vacanza è un segnale di preoccupazione. Federalberghi ha registrato un aumento del 18% nel quadriennio, con un balzo da un 41,1% del 2023 a un 48,5% questa estate. Questo incremento riflette una situazione di difficoltà economica che colpisce sempre più famiglie. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha espresso la speranza che la situazione torni a migliorare, rendendo il viaggio accessibile a tutti.

La speranza è che la situazione economica si stabilizzi.

Nonostante i dati positivi sul turismo, il quadro economico resta complesso. L’aumento del costo della vita e la mancanza di liquidità continuano a influenzare le scelte delle famiglie. Federalberghi ha sottolineato che “si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità”, un dato che conferma l’impatto del caro vita sulle vacanze estive. La situazione non è solo un problema di accesso al turismo, ma un segnale di una crisi economica che colpisce la vita quotidiana degli italiani.