Marmolada in crisi: caldo record e ghiacciaio in flessione

La Marmolada, simbolo del cambiamento climatico, subisce un caldo record e un ritiro del ghiacciaio accelerato.

Ghiacciaio in flessione, caldo record e neve in riduzione a quota alta
Ghiacciaio in flessione, caldo record e neve in riduzione a quota alta

La Marmolada, simbolo della Dolomiti e delle Alpi, si trova in una situazione di estrema fragilità a causa del caldo record e del progressivo ritiro del ghiacciaio. Dalla metà di giugno, la montagna registra temperature sopra lo zero, con punte di quasi +5 gradi a Punta Rocca, accelerando la fusione della neve e la scomparsa del ghiaccio. L’Adamello, il più esteso ghiacciaio italiano, mostra un arretramento sempre più rapido, con un calo di 760 metri tra il 1997 e il 2025, di cui 265 solo nel triennio 2023-2025. Questi dati emergono dall’anteprima dell’edizione 2026 di Carovana dei Ghiacciai, iniziativa di Legambiente che monitora lo stato dei ghiacciai alpini.

Un caldo record che mette a rischio i ghiacciai

Le Alpi si stanno riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale, con anomalie termiche comprese tra +2 e +4 gradi rispetto alla media climatica 1991-2020. Dalla seconda metà di giugno, il zero termico si è mantenuto tra i 4.800 e i 5.000 metri, accelerando la fusione della neve e la sottoposizione dei ghiacciai a uno stress eccezionale. La Marmolada, in particolare, ha visto la temperatura rimanere sopra lo zero da metà giugno, con punte vicine ai +5 gradi a Punta Rocca. Queste condizioni hanno accelerato la scomparsa della neve residua e il ritmo di ablazione del ghiacciaio, già profondamente ridimensionato negli ultimi decenni.

Un ritiro senza precedenti del ghiacciaio Adamello-Mandrone

Dalla fine degli anni Novanta, la velocità di arretramento del fronte del ghiacciaio Adamello-Mandrone è aumentata sensibilmente. Tra il 1997 e il 2025, sono stati persi 760 metri, di cui 550 nell’ultimo decennio e 265 nel solo triennio 2023-2025. La lingua principale del Mandrone si è ritirata di 2,8 chilometri, segno di un calo di circa la metà della superficie del ghiacciaio dall’inizio della Piccola Età Glaciale. I rilievi effettuati da SAT, MUSE, Provincia autonoma di Trento, Università di Padova e Servizio Glaciologico Lombardo evidenziano una marcata diminuzione dell’accumulo nevoso primaverile, ridotto in alcune aree fino alla metà rispetto alle medie stagionali.

Per Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, gli ultimi episodi osservati sulle montagne italiane dimostrano come la crisi climatica stia lasciando segni sempre più evidenti anche alle quote più elevate. L’associazione chiede al Governo di finanziare pienamente il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e di promuovere politiche locali più incisive per la tutela dell’ambiente montano. La Marmolada, ricordano gli ambientalisti, rappresenta uno dei luoghi simbolo degli effetti del cambiamento climatico sulle Dolomiti.

  • Caldo record e ghiacciai in flessione
  • Ritiro del ghiacciaio Adamello-Mandrone
  • Chiede al Governo un piano di adattamento

La campagna Carovana dei Ghiacciai 2026 prenderà ufficialmente il via il 17 agosto e proseguirà fino al 3 settembre, con cinque tappe tra Francia, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. L’iniziativa continuerà a monitorare l’evoluzione dei ghiacciai alpini e a richiamare l’attenzione sulle conseguenze del riscaldamento globale, che stanno trasformando rapidamente il volto delle montagne italiane ed europee.