Solaro, mobilitazione contro impianto agrivoltaico: il Comune sostiene la petizione
Mobilitazione a Solaro contro impianto agrivoltaico da 17mila pannelli: il Comune sostiene la petizione.

Il Comune di Solaro ha espresso sostegno alla petizione lanciata dal Comitato di quartiere di Cascina Emanuela contro un impianto agrivoltaico da 17mila pannelli fotovoltaici previsto nei campi tra Solaro e Cesate. La mobilitazione, che ha visto la partecipazione di cittadini e rappresentanti locali, è arrivata sui telegiornali della Rai, con un servizio del Tgr Lombardia che ha dato visibilità al dibattito. La sindaca Nilde Moretti ha chiarito che la contrarietà non riguarda le energie rinnovabili in generale, ma le caratteristiche e le dimensioni dell’intervento presentato.
Un progetto di grandi dimensioni
L’impianto, che si estende su circa 152mila metri quadrati, prevede l’installazione di 17.680 moduli fotovoltaici per una potenza di 12,82 megawatt e una produzione annua stimata in 18,21 gigawattora. L’area interessata si trova in prossimità del Parco delle Groane e del Parco del Lura, due aree protette che rappresentano un collegamento verde tra due importanti spazi naturali. Secondo il comitato, l’intervento potrebbe compromettere il ruolo di questa zona come corridoio ecologico. La contestazione si basa soprattutto sulle conseguenze che un’infrastruttura di queste dimensioni potrebbe avere sul paesaggio e sul suolo agricolo. L’impianto prevede l’installazione di 361 inseguitori solari monoassiali, sostenuti da pali infissi nel terreno, con altezza massima di sei metri. Sono inoltre previste nove cabine prefabbricate, 34 inverter e due elettrodotti interrati per una lunghezza complessiva di circa 1,8 chilometri. L’area sarà delimitata da recinzioni alte 2,20 metri e dotata di sistemi di videosorveglianza.
Un doppio colpo tra agrivoltaico e data center
La mobilitazione ha anche messo in relazione l’impianto agrivoltaico con il progetto di un grande data center previsto a Cesate. I cittadini temono un effetto complessivo dei due interventi su un territorio già sottoposto a diverse pressioni. Il comitato ha sottolineato il rischio di un “doppio colpo”, con conseguenze negative sul collegamento verde tra i due parchi.
La questione riguarda non solo l’ambiente, ma anche i benefici economici e sociali per la comunità locale, che non vedrebbe vantaggi diretti dal progetto. Il comitato sostiene che l’energia prodotta verrebbe immessa nella rete e ceduta dal soggetto privato per un periodo di trent’anni, senza sconti sulle bollette dei residenti e senza una tassa di ristoro per il Comune. Inoltre, la modifica delle coltivazioni presenti – come mais e soia – potrebbe ridurre la componente agricola dell’area, lasciando spazio all’erba medica. La Soprintendenza ha espresso un parere contrario, segnalando il rischio di creare un fronte lineare continuo che potrebbe danneggiare il paesaggio agrario protetto del Parco delle Groane.
La raccolta firme, iniziata il 25 luglio, ha visto la partecipazione di cittadini nei centri civici di Cascina Emanuela, Casa Brollo e il Municipio di Solaro. La sindaca ha annunciato che questa sera, giovedì 30 luglio, sarà possibile firmare nuovamente dalle 19 alle 22 nella sede del Comitato di Cascina Emanuela. L’obiettivo del comitato e dell’amministrazione comunale rimane quello di chiedere a Città Metropolitana di fermare o riesaminare il progetto previsto nei campi di via delle Mavane.
