Crematorio a Bolignano, il sindaco: «Si fa, l’opposizione soffia sul fuoco»

Il sindaco di Ancona Silvetti conferma l’avvio del crematorio a Bolignano nonostante l’opposizione. Lavori entro l’anno.

Sede del crematorio a Bolignano, con il sindaco di Ancona Silvetti e cittadini in assemblea
Sede del crematorio a Bolignano, con il sindaco di Ancona Silvetti e cittadini in assemblea

Il sindaco di Ancona, Stefano Silvetti, ha confermato che il forno crematorio a Bolignano procederà nonostante l’opposizione. «Si fa, l’opposizione soffia sul fuoco», ha detto durante un intervento in cui ha ribadito la decisione di proseguire con i lavori entro l’anno. L’assessore Stefano Tombolini ha sottolineato che «per me è il momento di dire sì», sottolineando che la scelta tecnica di Bolignano è già stata valutata e confermata. La Provincia ha rilasciato l’Aua il 24 ottobre 2024, e i contratti per i lavori sono già in atto, con Ubaldi Costruzioni che si è aggiudicata le opere edili e Officine Meccaniche Ciroldi che si occuperà del forno e degli impianti.

La scelta tecnica e il contesto storico

La scelta di Bolignano, distante dai centri abitati, è stata già valutata e confermata nel corso della programmazione. «Abbiamo già valutato altre alternative e Bolignano, per distanza dai centri abitati, era quella migliore», ha spiegato Tombolini. Il progetto, approvato nel 2007 e rimasto nella programmazione con le giunte successive, ha visto un’opposizione che, secondo Silvetti, si è intensificata solo dopo che il Pd ha espresso un parere contrario. «Lo ha sempre previsto nella sua programmazione e ora scappa e si nasconde dietro ai cittadini», ha accusato il sindaco, riferendosi al partito che ha espresso un “no” durante l’assemblea pubblica.

Il clima è infuocato, come confermato dal post-assemblea pubblica. «AI cittadini di Candia dico solo di essere più cauti e disponibili a capire piuttosto che a contestare a prescindere», ha detto Silvetti, che ha ribadito la necessità di un confronto sì, ma senza diritti di veto. L’ipotesi di spostare il crematorio a Tavernelle è stata scartata dopo 4mila firme, e ora Bolignano è la scelta definitiva. L’area è un lotto comunale, con due abitazioni entro 200 metri e il primo centro abitato a circa 900 metri.

Opposizione e nuovi fronti

Nonostante l’approvazione iniziale, il “no” ha trovato nuovi indirizzi. Il Comitato Respiro Comune ha espresso un’opposizione che, secondo Silvetti, si basa su informazioni non verificate. «Eppure ci sono offese, intimidazioni verso me e il luogo in cui vivo», ha detto il sindaco, sottolineando che il confronto con i cittadini è stato già avviato. «Nessuna delibera è stata assunta in Giunta, preferendo prima condividere con i cittadini gli aspetti principali», ha ricordato Tombolini, che ha sottolineato la volontà di proseguire con i lavori nonostante le resistenze.

La domanda per le cremazioni è in crescita. Nel 2010 le cremazioni riguardavano il 9% dei decessi, mentre nel 2023 sono state 778 su 1.769: quasi il 44%. In provincia di Ancona non c’è un impianto, e le famiglie devono andare altrove, mentre i cimiteri cittadini hanno sempre meno spazio e i loculi scarseggiano. Il trasloco del progetto a Bolignano ha causato un ritardo di nove mesi, con la ripartenza indicata nei primi mesi del 2027 e l’obiettivo di completare l’opera entro l’anno.

La scelta tecnica è già stata fatta, ma l’opposizione non si placa. Il sindaco ha ribadito che la decisione è stata presa in base a criteri oggettivi e che il progetto non ha caratteristiche inquietanti come quelle veicolate per strumentalizzare. «Altri forni, in Italia, sono dentro la città», ha sottolineato Silvetti, riferendosi a una critica comune. Il progetto è contrattualizzato e i contratti non sono stracciati. Tornare indietro significa aprire il capitolo delle penali e del possibile danno erariale. Il conto è già salito da 2,5 a circa 2,8 milioni (300mila euro in più, soprattutto per portare il gas a Bolignano).