Nuovo piano per semplificare l’industria al Nord
Il governo e le regioni del Nord lavorano a un piano per semplificare l’industria, evitando la Zes.

Il governo italiano e le regioni del Nord, tra cui Piemonte, Lombardia e Emilia-Romagna, stanno lavorando a un piano per semplificare l’industria, evitando l’adozione del modello delle Zone Economiche Speciali (Zes), attualmente in uso al Sud. L’iniziativa, ancora in fase di definizione a livello europeo nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act, mira a creare «aree di accelerazione industriale» che permettano di semplificare gli investimenti e spingere la riconversione dei siti industriali. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria.
Un modello diverso per il Nord
Il piano non prevede l’estensione automatica delle Zes, come avviene al Sud, ma un approccio più mirato, basato sulla struttura produttiva dei territori. L’idea è individuare aree e settori su cui concentrare misure di semplificazione, per favorire gli investimenti, la riconversione produttiva e l’arrivo di nuove imprese. Il meccanismo sarà definito nelle prossime settimane attraverso il confronto tra ministero e Regioni. «Dobbiamo lavorare insieme per accompagnare il processo di revisione della normativa europea, affinché sia sempre più vicina alle esigenze del nostro sistema produttivo», ha spiegato il presidente di palazzo Piacentini.
Le imprese piemontesi, che non avevano mai guardato con favore all’ipotesi di un trasferimento al Nord del modello della Zes, sono d’accordo con l’idea di uno strumento più mirato sulla struttura produttiva dei territori. «Torino e il Piemonte sono già un territorio industriale, che ha storia e competenze per poter continuare a esprimere una manifattura d’eccellenza», hanno dichiarato Marco Gay, presidente dell’Unione industriali Torino, e Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte. Il settore automotive è un patrimonio di sapere e di saper fare fondamentale per evolvere e diversificare.
Il Piemonte come modello
La proposta è stata accolta positivamente in Piemonte, una delle regioni più colpite dalla crisi industriale, soprattutto per il peso dell’auto. Il governatore Alberto Cirio ha rivendicato la necessità di usare il nuovo strumento per sostenere la transizione produttiva del territorio. «Oltre alla semplificazione è auspicabile che l’Europa sia pronta ad accompagnare con le dovute risorse, anche nella nuova programmazione, la transizione produttiva di aree come il Piemonte», ha sottolineato. Per il Piemonte, la partita si intreccia con la crisi dell’auto e quindi con il futuro di Stellantis. Proprio per questo il nuovo strumento potrebbe diventare una leva per accompagnare la trasformazione dell’intera filiera della componentistica.
All’incontro, convocato al Mimit dal ministro Adolfo Urso, hanno partecipato i rappresentanti di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Molise, oltre ad altri assessori regionali allo Sviluppo economico. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria. Una carta che il governo Meloni intende giocarsi in vista delle prossime elezioni politiche.
