Riconversione dell’area industriale di Brindisi: 35 proposte per un investimento di 10 miliardi di euro
35 proposte per la riconversione dell’area industriale di Brindisi, con investimenti per 10 miliardi di euro e 2 mila nuovi posti di lavoro.

La riconversione dell’area industriale di Brindisi e della centrale Enel “Federico II” di Cerano ha registrato un importante passo avanti, con 35 proposte di investimento idonee presentate da imprese diverse. L’evento si è svolto a Roma, durante la riunione del Comitato di coordinamento, dove è emerso che undici progetti sono già avviati o in fase avanzata di cantierabilità, con investimenti per 589 milioni di euro e la creazione di 512 nuovi posti di lavoro. L’interesse per la riconversione industriale si concentra su settori come la transizione energetica, l’economia circolare e la tecnologia avanzata, con un potenziale complessivo di oltre 10 miliardi di euro e oltre 2 mila nuovi posti di lavoro.
Collaborazione tra ministeri per accelerare la riconversione
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l’importanza di accelerare la riconversione industriale dell’area di Brindisi, in vista della sentenza della corte d’appello che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Urso ha sollecitato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a liberare le aree cantierabili per i nuovi progetti industriali. La risposta di Pichetto Fratin è stata positiva, condividendo l’interesse per la pronta riconversione dell’area. La collaborazione tra i due ministeri ha permesso di superare le incertezze e di definire un cronoprogramma condiviso per rendere disponibili le superfici ai nuovi insediamenti industriali, nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale.
La disponibilità delle aree è stata un tema centrale del confronto, con un’attenzione particolare alle esigenze di tutela ambientale. Il ministro Pichetto Fratin ha espresso la sua disponibilità a liberare le aree cantierabili, in modo da permettere l’avvio dei nuovi progetti industriali. Questo passo è stato visto come una svolta decisiva per la riconversione dell’area industriale di Brindisi.
Progetti di rilevanza nazionale e internazionale
Tra i progetti illustrati, quattro hanno suscitato particolare interesse: Aero Service Technology Italy, Magnaghi Group-Salver, Jindal Films Europe Brindisi e Scandiuzzi Steel Constructions. Questi progetti riguardano settori chiave come la manutenzione di turbine aeroderivative, la produzione di componenti in carbon-carbon per l’aeronautica, il potenziamento delle produzioni di imballaggi e il settore della carpenteria metallica. I progetti coinvolgono imprese italiane e multinazionali estere, alcune già presenti a Brindisi e altre interessate a insediarsi per la prima volta nel territorio.
Il Mimit accompagnerà gli investimenti attraverso i Contratti di sviluppo e gli Accordi per l’innovazione, nel quadro delle opportunità offerte dalla Zes unica e dal relativo credito d’imposta. Per i progetti di minore dimensione sarà inoltre attivato un bando nell’ambito della legge numero 181 del 1989, con una dotazione iniziale di 11 milioni di euro, che potrà sostenere investimenti di ammontare più contenuti emersi dalla manifestazione di interesse, con un ulteriore impatto occupazionale stimato in oltre 100 addetti a regime.
La Cisl ha sollecitato l’attenzione per i profili non specializzati, che difficilmente potranno essere riqualificati, ma per i quali dovranno individuarsi risposte di nuova collocazione lavorativa. L’obiettivo è garantire opportunità di lavoro a tutti i livelli professionali. La riconversione dell’area industriale di Brindisi rappresenta un’opportunità per il territorio, con un potenziale di investimenti di oltre 10 miliardi di euro e la creazione di oltre 2 mila nuovi posti di lavoro. L’attenzione al settore dell’occupazione e alla formazione dei lavoratori è un aspetto chiave per il successo di questa iniziativa.
