Jbs, il piano di espansione in Africa rischia un confronto legale per sostenibilità

Jbs, multinazionale brasiliana, rischia azioni legali per sostenibilità del piano di espansione in Africa.

Jbs, multinazionale brasiliana, presenta piano di espansione in Africa con rischi ambientali
Jbs, multinazionale brasiliana, presenta piano di espansione in Africa con rischi ambientali

Un piano di espansione in Africa sotto l’occhio del tribunale

La multinazionale brasiliana Jbs, leader mondiale nella produzione di carne, rischia uno scontro legale per la sostenibilità del suo piano di espansione in Africa. Greenpeace Paesi Bassi ha presentato una petizione al tribunale olandese chiedendo che l’azienda renda pubblici i documenti sul suo piano di espansione globale e dimostri la compatibilità con gli obblighi di sostenibilità. L’obiettivo è contestare il modello di business e di espansione di Jbs, che Greenpeace ritiene incompatibile con gli obblighi di clima e biodiversità.

La petizione mira a garantire trasparenza e responsabilità ambientale. L’azienda, nata in Brasile, ha annunciato un investimento da 6 miliardi di dollari, di cui quasi la metà destinata alla Nigeria. Si tratta del primo investimento in Africa subsahariana per la costruzione di sei impianti per la produzione di carne. Tuttavia, le organizzazioni ambientali temono che l’espansione possa causare danni ambientali irreversibili e minacciare l’accesso alle risorse essenziali per la sicurezza alimentare delle comunità locali.

Un modello di business in discussione

Greenpeace ha sottolineato che Jbs ha abbandonato l’impegno di “zero emissioni nette entro il 2040” e nel suo ultimo rapporto di sostenibilità ha escluso il calcolo delle emissioni indirette derivanti dall’allevamento bovino. Queste emissioni rappresentano una componente fondamentale del suo impatto climatico. L’azienda, inoltre, non ha rispettato le promesse fatte in Brasile di rendere più trasparente e pulita la filiera riguardo al problema della deforestazione entro il 2025. La mancanza di dati e valutazioni preoccupa gli attivisti. Secondo le organizzazioni, ci sono scarse informazioni in merito alla valutazione da parte di Jbs delle conseguenze sociali e ambientali del piano. L’espansione potrebbe minacciare i piccoli agricoltori, la sicurezza alimentare nazionale, le priorità di utilizzo del suolo e dell’acqua, nonché comportare enormi emissioni di metano.

Un precedente per il settore agricolo

Questo caso apre una nuova frontiera nella lotta contro i cambiamenti climatici, creando potenzialmente un precedente per azioni legali contro il settore agricolo. Fino ad oggi, le cause simili sono state intentate solo contro aziende del settore dei combustibili fossili. L’allevamento di bovini è tra le principali cause di deforestazione e di emissioni di gas serra. L’obiettivo principale è contestare il modello di business e di espansione di Jbs, che Greenpeace ritiene incompatibile con gli obblighi di sostenibilità.

Il trasferimento della sede in Paesi Bassi ha esposto Jbs a regole più rigide. Lo scorso anno, Jbs ha trasferito la propria sede centrale nei Paesi Bassi nell’ambito della sua strategia di quotazione alla Borsa di New York. Questo trasferimento ha permesso all’azienda di accedere ai mercati finanziari internazionali, ma l’ha esposta anche a regole più rigide come il dovere di diligenza olandese, che impone a soggetti e aziende di agire con ragionevole attenzione per prevenire danni a persone e ambiente.

La sfida per la sostenibilità globale

L’azienda, nata in Brasile, ha più volte promesso di rendere più trasparente e pulita la filiera riguardo al problema della deforestazione, ma non ha rispettato quanto annunciato. Greenpeace ritiene che le pratiche commerciali storiche di Jbs e i suoi futuri piani di espansione siano incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e che, pertanto, violino il dovere di diligenza olandese. Ora si attende il riscontro del tribunale: se il giudice si pronuncerà a favore di Greenpeace, sarà un’enorme vittoria per la trasparenza contro gli interessi delle multinazionali.