Un’esperienza culturale a cielo aperto

Un’esperienza culturale a cielo aperto
Il Parco dell’Arte all’Idroscalo di Milano è un’area verde di un chilometro di lunghezza, situata lungo la Riviera Est, che ospita opere di grandi maestri italiani e giovani talenti. Il progetto, nato più di dieci anni fa, è diventato un punto di riferimento per la cultura e l’arte a Milano. Gestito dalla Città Metropolitana, il parco è aperto tutti i giorni, con orario 7-21, e l’ingresso è gratuito. Le sculture, disposte lungo il percorso, si integrano perfettamente con l’ambiente naturale, creando un’esperienza unica per i visitatori.
Un’idea nata da un’ipotesi di restauro
L’idea del Parco dell’Arte nasce da un’ipotesi di restauro voluta in ottica Expo, proposta da Cesare Cadeo, allora direttore del complesso. Fu lui a suggerire l’apertura del primo museo pubblico di sculture a cielo aperto in Lombardia. L’obiettivo era creare una simbiosi tra natura e arte, un’esperienza unica per i visitatori. Le opere, donate dagli autori o dagli eredi, sono state collocate in modo da valorizzare il contesto naturale e culturale del luogo. La gestione del parco è un problema di lungo periodo.
Se il Parco dell’Arte è un museo a cielo aperto, però, non ha la struttura né i fondi di un museo tradizionale. L’assenza di un’assicurazione e di un supporto finanziario ha reso difficile la gestione delle opere, soprattutto in caso di danni causati da visitatori o maltempo. Il famoso caso del cavallo rampante di Marco Lodola, danneggiato da un visitatore, è un esempio di quanto possa essere fragile la conservazione di un’opera in un ambiente aperto. Non esiste un percorso consolidato per ottenere fondi per un restauro o per nuovi progetti. La manutenzione e la visibilità delle opere restano un problema.
Nel frattempo, allo scadere dei primi dieci anni del Parco, molte delle convenzioni sono scadute, motivo per cui dal 2023 al 2025 sono state progressivamente restituite ad artisti e fondi alcune delle sculture più prestigiose della collezione. Tra queste, opere come Fauno di Manzù, Casamata di Colombara, Tra memoria e oblio e Tempio di Delle Monache, Light Signs di Guerresi, Chiaroscuro e Arco di Maraniello, il Grande nuotatore di Minguzzi e Grande meridiana, Terrae motus e Grande Centauro di Perez. Queste opere non sono più visibili sul portale del Parco, ma altre sono state aggiunte, purtroppo non sempre registrate online.
La Città Metropolitana rassicura che il parco “vive ancora”, anche se la gestione non è semplice. Il Parco dell’Arte è un’esperienza unica, un luogo dove arte e natura si incontrano. Tuttavia, la mancanza di fondi, di supporto e di una struttura adeguata rende difficile il suo sviluppo. Nonostante le sfide, il parco rimane un’area importante per la cultura a Milano, un luogo dove si possono ammirare sculture di grandi maestri e giovani talenti.
