Genova approva aumento Tari del 5,7% con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Genova approva aumento Tari del 5,7% con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Genova approva aumento Tari del 5,7% con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti
Genova approva aumento Tari del 5,7% con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Genova approva aumento Tari del 5,7% con rate a cinque mesi

Il Consiglio comunale di Genova ha approvato oggi le delibere sul regolamento Tari e sulle nuove tariffe, che prevedono un aumento medio del 5,7%. Tra le principali modifiche, si passa da quattro a cinque rate per le utenze non domestiche, con scadenze fissate il 15 aprile, 15 maggio, 15 giugno, 15 luglio e 15 agosto. La scadenza per il saldo a fine anno è confermata al 16 dicembre per le famiglie e al 31 dicembre per le utenze non domestiche. L’aumento è stato introdotto per adeguarsi all’incremento dei costi di gestione, stabilito da Arera al 6,7%.

Le modifiche riguardano anche l’estensione degli sconti sulla Tari a centri del riuso, oltre agli Ecovan e le isole ecologiche. Il Comune ha stanziato 2,3 milioni di euro per ridurre l’impatto dell’aumento, di cui 1,3 milioni derivanti dall’imposta di soggiorno. Secondo i calcoli degli uffici comunali, una famiglia di due persone che abita in un appartamento di 80 metri quadri pagherà 18,43 euro in più rispetto all’anno scorso.

Opposizione critica metodo e promesse non mantenute

L’opposizione ha espresso contrarietà sul merito e sul metodo, accusando la maggioranza di non aver rispettato le promesse fatte in campagna elettorale. “Avevate inserito nelle linee programmatiche che avreste fatto di tutto per diminuire la Tari, e siete stati smentiti”, ha detto Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Avete dichiarato che avreste partecipato alla gara per il termovalorizzatore e poi vi siete tirati indietro”, ha aggiunto.

La tensione è emersa anche sul tema del termovalorizzatore e della discarica di Scarpino. “Quello che emerso su Scarpino è gravissimo, ovvero che non esiste alcuna relazione della protezione civile che precluda l’utilizzo di quell’area per la costruzione dell’impianto di chiusura del ciclo”, ha dichiarato Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova. Anche Sergio Gambino (Gruppo Misto) ha espresso un voto negativo, riferendosi alla situazione di Scarpino: “Se pensate che non sia idoneo a ospitare un termovalorizzatore allora fate un esposto contro voi stessi”.

La giunta ha accolto un ordine del giorno della Lega che chiede l’istituzione entro novembre 2026 di un tavolo Tari con imprese e associazioni di categoria con cadenza almeno semestrale. L’opposizione ha espresso contrarietà sul merito e sul metodo, ma non ha bloccato l’approvazione delle delibere. La discussione ha evidenziato una forte tensione tra maggioranza e opposizione. “Sentire parlare di metodo da chi in otto anni non ha trovato una soluzione e da chi utilizzava le partecipate a proprio piacimento mi fa sorridere”, ha commentato Lorenzo Garzarelli, consigliere di Avs. La situazione in cui ci troviamo oggi è merito vostro”, ha concluso Marco Mes, capogruppo di M5s.